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La Borsa resta fredda sulle nomine Napolitano: nessuna interferenza

Certo, la giornata è andata male per tutti, anche sulla scia della crisi in Ucraina. Ma la Borsa sembra bocciare i nomi scelti dal governo per la guida delle società pubbliche quotate. Finmeccanica, dove come amministratore delegato arriverà dalle Ferrovie Mauro Moretti mentre il presidente resterà Gianni De Gennaro, registra un vero e proprio tonfo: il titolo ha chiuso con un meno 5,22%, poco meglio della controllata Ansaldo Sts, segnale di come gli investitori temono che i nuovi vertici cambino strategia rispetto al passato. In calo anche Enel, per la quale il governo ha indicato Patrizia Greco e Francesco Starace, che chiude a meno 2,39%. Mentre limita i danni in una giornata difficile l’Eni, con il nuovo tandem Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi, che va giù appena dello 0,38%.
Prima di ufficializzare le liste e prima delle riunione fiume con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, due giorni fa il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva incontrato Giorgio Napolitano. Ma ieri il Quirinale ha detto che dal Capo dello Stato non è arrivata nessuna indicazione: «Sono apparse sulla stampa ricostruzioni fantasiose, attribuendo addirittura interventi nel merito di specifiche ipotesi di nomine», fanno sapere fonti del Colle. E ancora: «Nessun intervento del genere si è verificato, in quanto le responsabilità di decisione proprie del governo sono state pienamente rispettate». Anche il ministero dell’Economia deve intervenire il giorno dopo. Con una nota ufficiale riduce ad un semplice «errore materiale» il caso dell’inversione nei nomi di due consiglieri: Andrea Gemma che era stato collocato all’Enel invece che all’Eni e Salvatore Mancuso all’Eni invece che all’Enel. Un altro segnale di come non si siano ancora fermate le scosse di assestamento dopo il ricambio ufficializzato l’altra sera. Scosse che si potranno far sentire ancora fino alla chiusura definitiva del percorso con le assemblee che dovranno votare i nomi indicati dal governo: si comincia con le Poste il 30 aprile, poi l’Eni l’8 maggio, il giorno dopo tocca a Finmeccanica per chiudere il 22 maggio con l’assemblea di Enel.
Ci sono poi da riempire le caselle lasciate libere da chi si è spostato e le possibili nuove destinazioni per chi ha dovuto lasciare. Al posto di Moretti, nel ruolo di amministratore delegato delle Ferrovie, il nome più accreditato resta quello dell’interno Michele Mario Elia, che rappresenterebbe una scelta nel segno della continuità. Ma in corsa c’è anche il numero uno di Invitalia Domenico Arcuri. Mentre per Alessandro Pansa, che proprio a Moretti lascia il posto di amministratore delegato di Finmeccanica, si parla di un possibile incarico a Fintecna. C’è poi da trovare il successore di Starace alla guida di Enel green power, e da risolvere la questione Rai, con il posto che potrebbe essere lasciato vacante dal futuro presidente di Poste Luisa Todini.
«Rispetto alle precedenti logiche di appartenenza politica — dice da Londra Antonio Guglielmi, responsabile delle attività di ricerca di Mediobanca — c’è un cambio di passo. Su Eni ed Enel si è deciso di premiare manager interni già conosciuti dal mercato». Dalla politica, invece, la Lega critica la linea seguita dal governo sul ruolo delle donne: «Hanno un ruolo di rappresentanza — attacca il presidente della Lombardia Roberto Maroni — quindi è una rivoluzione di facciata». Mentre Beppe Grillo per una volta aspetta: «Non so come saranno, spero qualcosa cambi. Peggio di Scaroni non credo possa esserci nessuno».

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