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La Borsa premia Deutsche dopo la rivoluzione al vertice

Se la sostituzione al vertice di un’azienda fa volare il titolo in Borsa, qualche dubbio sull’operato dei manager viene. È stato il caso ieri di Deutsche Bank : all’apertura delle contrattazioni il mercato ha salutato l’annuncio del prossimo cambio al vertice con un +8% delle azioni sulla piazza di Francoforte, chiudendo poi in rialzo di quasi il 4%. D’altra parte un segnale importante in questo senso era già arrivato ai due co-ceo dimissionari,Juergen Fitschen e Anshu Jain, un paio di settimane fa, quando la loro riconferma da parte degli azionisti aveva visto il valore più basso di consensi nella storia recente della banca. Il voto, che ha visto gli alti dirigenti sostenuti solo dal 61% degli azionisti, è dovuto ad una serie di passi falsi finanziari e cause legali molto costose per la banca, secondo gli analisti. A cominciare dalla multa da 2,5 miliardi di dollari pagata dalla banca per tentativi di manipolare i tassi di interesse di riferimento, come il Libor. La tempistica, comunque, non è casuale: solo quattro giorni fa, si è diffusa la notizia che Deutsche Bank sta conducendo un’indagine interna per riciclaggio di denaro di alcuni clienti russi per un valore di circa 6 miliardi di dollari. Inoltre nei giorni scorso i sindacati avevano scritto una lettera aperta chiedendo una rimozione di Jain, missiva sottoscritta peraltro anche da molti dirigenti di alto livello della sede centrale. Se a ciò si uniscono risultati non completamente soddisfacenti a livello di conto economico, è comprensibile come il mercato ieri abbia reagito acquistando il titolo del gruppo.
Solo il due giugno scorso, nel fare il punto sulle strategie della banca al 2020, Jain aveva sottolineato come i progressi fatti a livello di cost/income fossero insufficienti: dal 93% del 2012 il gruppo è sceso solo all’87% di fine 2014. Tanto che aveva annunciato una serie di misure tra cui l’uscita da 7-10 paesi non strategici e la chiusura di 200 filiali in Germania.
Si chiuderà così entro quest’anno la guida a due di Fitschen e Jain, ai vertici dell’istituto tedesco dal 2012. Gli ultimi risultati dei manager sono stati quelli della trimestrale, che hanno evidenziato un utile pre tasse di 1,5 miliardi in flessione del 12% rispetto al primo trimestre 2014. I ricavi netti, invece, hanno registrato un incremento del 24% a 10,4 miliardi di euro.
La coppia di manager sarà sostituita, in un avvicendamento a due tappe, da una guida unica: John Cryan, 54 anni, sarà dal primo luglio il nuovo amministratore delegato dell’istituto, affiancando inizialmente Fitschen, che rimarrà co-amministratore delegato della banca fino all’assemblea annuale di maggio 2016. Cyran,componente del consiglio di sorveglianza dal 2013 ed ex direttore finanziario di Ubs,è uno specialista di operazioni di turnaround. Pur se di levatura internazionale e di origine inglese, il nuovo ceo parla correntemente tedesco, ha tenuto a precisare Paul Achleitner, numero uno del board di Deutsche Bank, in un memo indirizzato ai dipendenti per rassicurare sugli sviluppi futuri del gruppo.
«È la decisione di un’impresa. Non sono rimasta sorpresa ma non voglio commentare» ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, durante la conferenza stampa conclusiva del G7, aggiungendo di «sperare che Deutsche Bank riesca a svolgere bene il suo lavoro» ma che «comunque la banca prende le sue decisioni in modo autonomo come ogni altra impresa in Germania».

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