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La borsa parte col piede giusto

Avvio di settimana positivo per le borse europee, con Piazza Affari in progresso dello 0,49% a 22.033 punti. Rialzi frazionali anche a Londra (+0,92%), Parigi (+0,42%) e Francoforte (+0,38%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq salivano rispettivamente dell’1,23 e dello 0,58%.Le dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi, durante il suo intervento al parlamento europeo, non hanno avuto grande impatto sul mercato. Draghi ha ribadito che la fine degli acquisti di titoli in dicembre non equivale all’interruzione della politica monetaria espansionistica, confermando l’atteggiamento accomodante dell’istituto di Francoforte. Sul versante italiano, inoltre, l’Eurotower vigila e aspetta che il nuovo governo passi dalle parole ai fatti: errori o passi indietro sui conti e sulle riforme non saranno i benvenuti. D’altro canto, ha aggiunto Daghi, «il nostro mandato è la stabilità dei prezzi, non tutelare i bilanci dei singoli Stati».

Lo spread Btp-Bund è sceso di quasi sei punti a 236. «Molti investitori stanno sottovalutando la situazione politica italiana», avverte però Althea Spinozzi, analista di Saxo, per la quale c’è un’alta probabilità che notizie sul deficit italiano possano innescare volatilità sui rendimenti in prossimità della presentazione della legge di bilancio in autunno.

A Milano in luce Saipem (+3,91% a 4,094 euro), con gli esperti concentrati sul fatto che il gruppo sarebbe vicino alla chiusura di una commessa da un miliardo di euro sul Mar Caspio. Movimenti di recupero per Prysmian (+3,61%) e Mediaset (+2,79%).

Positivi i bancari, con Unicredit (+0,95%) diventata top pick di Rbc. Denaro anche su Ubi B. (+1,28%), Banco Bpm (+1,12%), Mediobanca (+0,64%), Bper (+0,34%) e Intesa Sanpaolo (+0,20%). In controtendenza Carige (-2,33%) dopo le dimissioni, avvenute venerdì, del consigliere indipendente Francesca Balzani.

Nei cambi, chiusura in lieve calo per l’euro a 1,1749 dollari e a 130,12 yen. Brusca inversione di rotta della sterlina, che ha subìto un pesante deprezzamento. Un altro ministro di peso del governo May, il titolare degli esteri Boris Johnson, ha rassegnato le dimissioni dopo quelle del responsabile della Brexit, David Davis. Nel pomeriggio la valuta britannica è crollata a 1,3279 dollari, mentre in precedenza era salita a 1,3364. La doppia uscita di scena è avvenuta in polemica con il premier Theresa May, la cui linea è considerata troppo morbida sui termini dell’uscita dall’Unione europea.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere a due velocità, con il Brent sul filo di 78 dollari (+90 centesimi) e il Wti a 73,44 dollari (-36 cent). In recupero l’oro, che guadagnava 6 dollari a 1.261.

Massimo Galli

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