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La borsa delle criptovalute ora sbarca a Wall Street La valutazione è da record

Settantasette miliardi di dollari che potrebbero diventare cento nella prossima quotazione in Borsa. Coinbase, la società che gestisce la piattaforma dove è possibile scambiare tutte le criptovalute che hanno corso legale in 32 paesi del mondo, ancora prima di approdare a Wall Street ha già raggiunto una valutazione da record.
Il valore si basa sugli scambi dell’ultima settimana sul Nasdaq Private Market, dove si sta formando il prezzo in vista del debutto. Nel mercato secondario, Coinbase – che è stata fondata nel 2012 da Brian Armstrong e Fred Ehrsam ha raggiunto i 303 dollari per azione: un aumento considerevole rispetto alla sua prima settimana di negoziazione che la vedeva attestata sui 200 dollari per azione.
Un’impennata che arriva mentre il Bitcoin continua a salire di valore (è in crescita di quasi l’80 per cento nell’ultimo anno) e ieri ha superato quota 52 mila dollari battando un nuovo record. Una folle corsa spinta anche da quelle aziende quotate che stanno iniziando a comprare la criptovaluta ed al fatto che negli ultimi tre anni molti operatori tradizionali – come Fidelity, NYSE, Bloomberg, Deloitte, KPMG – hanno ampliato la loro offerta per includere gli asset digitali.
Solo una piccola parte delle azioni di Coinbase in circolazione è disponibile per lo scambio sul mercato secondario, il che significa che la sua valutazione potrebbe variare una volta che l’azienda di San Francisco diventerà “pubblica” nel corso di questo 2021.
Coinbase è destinata dunque a diventare la prossima grande Ipo del “fintech” grazie ad una quotazione diretta (senza intermediari e sottoscrittori) vale a dire con vendita di azioni al pubblico. Per Olaf Carlson-Wee, amministratore delegato di Polychain Capital – società di investimenti “cripto” che ha investito per la prima volta in Coinbase nel 2017 – «si va verso una quotazione da cento miliardi di dollari». Carlson-Wee, che nel 2012 è stato il primo dipendente proprio di Coinbase, considerato che si tratta «della prima Ipo legittima dell’intero settore blockchain », ritiene che «la fedele base di clienti» della società di San Francisco avrà un ruolo positivo determinante.
Negli ultimi tre mesi del 2020, il fatturato di Coinbase è stato (su base annua) di circa 2,3 miliardi di dollari (quasi 600 milioni a trimestre), con i margini di profitto netti superiori al 20 per cento. In molti pensano che Coinbase stia pensando di accelerare la quotazione in Borsa, entro fine marzo o al massimo entro il secondo trimestre di quest’anno. Il timore è che se si perdesse troppo tempo, le valutazioni che gli investitori del mercato pubblico stanno offrendo (oggi ruotano attorno a 77 miliardi di dollari) potrebbero calare vista anche la ciclicità e gli alti e bassi del mercato delle criptovalute. Per Coinbase sarebbe ovviamente meglio quotarsi durante un mercato rialzista piuttosto che alla fine dell’attuale ciclo positivo. In quest’ultimo caso potrebbe infatti scontare un forte calo delle entrate e di conseguenza del prezzo delle azioni.
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