Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Borsa crede all’accordo salva-Grecia

I mercati giocano d’anticipo e puntano su un accordo tra la Grecia e la Troika. Sul fatto che nella partita a scacchi tra debitori (Atene) e creditori (Ue-Fmi-Bce e Stati dell’Eurozona) alla fine la spuntino i creditori. Lo scenario più probabile secondo gli investitori è quello di una un’estensione di sei mesi dell’accordo sul prestito che scade il 28 febbraio. Per alcuni opinionisti sarebbe una sorta di resa da parte di Alexis Tsipras e l’entourage del suo partito di sinistra radicale (Syriza) fresco vincitore delle elezioni in Grecia con un programma fortemente contrario all’austerità.
Ma per quanto Tsipras abbia più volte alzato i toni dal 25 gennaio (quando è stato eletto premier) le pressioni verso un accordo sono alte. Sono persino scesi in campo gli Usa, le cui banche hanno un’esposizione nei confronti degli istituti di credito greci quasi doppia rispetto a quella delle banche tedesce: il segretario del Tesoro Jack Lew ha chiamato il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, avvertendo di «immediate difficoltà» senza un accordo e chiedendo collaborazione con Ue e Fmi. «È il momento di passare ai fatti»: così Lew al collega greco. «È il momento di trovare un sentiero costruttivo in accordo con il Fmi e i ministri europei delle Finanze – ha aggiunto – l’incertezza non è una cosa buona per l’Europa». Oggi se ne saprà certamente di più a proposito del braccio di ferro in corso perché la Grecia presenterà agli uffici dell’Eurogruppo la “sua” richiesta di estensione del prestito da parte delle autorità europee, condizionata all’attuazione di un programma diverso rispetto a quanto precedentemente pattuito. Ed è questo il principale nodo da sciogliere nell’ottica dei mercati finanziari che intanto hanno puntato sul fatto che comunque verrà raggiunta un’intesa. Per questo motivo quella di ieri è stata una giornata da “appetito al rischio”. Sono state acquistate le azioni e le obbligazioni dei bond governativi dell’Eurozona. La Borsa di Atene ha chiuso con un rialzo del 2,65%. Molto bene anche Piazza Affari che è salita dell’1,85%, segnando la migliore performance tra i listini big d’Europa. Parigi e Francoforte hanno fatto segnare un rialzo inferiore al punto percentuale, Madrid ha guadagnato l’1%. Da segnalare il balzo di Tokyo (+1,18%) tornata ai massimi degli ultimi sette anni il giorno dopo in cui Wall Street aggiornava il massimo storico con l’S&P 500 a 2.100 punti (ieri invece è risultato contrastato per gran parte della seduta). In serata, poi, le minute della Fed indicavano come la banca centrale americana non ha fretta di alzare il costo del denaro negli Stati Uniti. Nella sua riunione di gennaio «molti governatori hanno fatto notare che un rialzo prematuro dei tassi potrebbe frenare la ripresa apparentemente solida dell’attività economica e delle condizioni del mercato del lavoro, mettendo a repentaglio i progressi per il raggiungimento degli obiettivi per la massima occupazione e un’inflazione al 2%».
Lo scatto del listino milanese (che nell’ultima settimana è salito del 5% e da inizio anno del 14%) è dovuto anche agli acquisti su Eni (+3,2%). La società energetica ha presentato i dati di bilancio: il 2014 che si è chiuso con un netto calo degli utili (da 5,1 a 1,3 miliardi di euro) per effetto del crollo del prezzo del petrolio. Il comparto bancario ha beneficiato dell’allentamento del rischio sovrano sulla scia delle notizie sulla trattativa sulla Grecia.
Sul mercato obbligazionario lo spread tra il BTp e il Bund tedesco è stato fissato in calo a 127 punti, col tasso sul titolo decennale del Tesoro all’1,65%, otto punti base in più del rispettivo titolo spagnolo. Il differenziale di rendimento della Grecia si è ridimensionato a 928 punti base, col rendimento dei titoli ellenici al 9,66%.
Sul fronte dei cambi l’euro si è indebolito sul dollaro scendendo sotto quota 1,14 contro il biglietto verde. Del resto è iniziato il conto alla rovescia per il quantitative easing della Banca centrale europea che partirà a marzo. Meno 10.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fumata quasi bianca. Positiva però non ancora abbastanza da far considerare chiusa la partita. Ieri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La parola che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non voleva più nemmeno ascoltare, "lockd...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo ...

Oggi sulla stampa