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La Bei aiuta le reti d’impresa

La Banca europea per gli investimenti apre alle reti d’impresa. Lo fa mettendo sul piatto una torta da 100 milioni di euro con prestiti ad hoc per le aggregazioni “leggere” tra le Pmi, disposte a fare gioco di squadra per affrontare i mercati internazionali o per scommettere sull’innovazione, ma senza modificare l’assetto societario. Una prima fetta da 25 milioni è già stata assegnata a Bnl, primo intermediario finanziario che canalizzerà le risorse Bei per le reti, mentre restano ancora 75 milioni da destinare.
Una carta in più da giocare per dare ossigeno in un momento di erogazione del credito ancora difficile a una platea potenziale che oggi conta 333 reti e 1.767 imprese coinvolte in 19 regioni. E risorse aggiuntive per l’Italia che già vanta il primo posto come Paese beneficiario dei fondi della Bei con oltre 61mila Pmi finanziate dal 2007 al 2011 e 3.846 nei primi cinque mesi del 2012.
«Le piccole e medie imprese – spiega Romualdo Massa Bernucci, responsabile della Bei per l’Italia, i Balcani e Malta – sono un nostro obiettivo strategico e il loro sostegno è una delle chiavi per il rilancio della crescita europea. Questa iniziativa ci consente di premiare uno strumento altamente innovativo unico in Europa e di allargare il nostro raggio di azione anche alle aziende di più piccole dimensioni». Come tutti i finanziamenti della Bei, le risorse per le reti verranno erogate a condizioni particolarmente vantaggiose per i beneficiari, perché le emissioni obbligazionarie dell’Istituto hanno la cosiddetta tripla A dalle agenzie di rating e quindi la Banca può raccogliere capitali sui mercati finanziari a interessi molto bassi e con lunghe durate. «Senza contare – aggiunge il responsabile Bei per l’Italia – l’effetto-leva che questi fondi attiveranno, perché accanto alle risorse che noi destiniamo le banche mettono a disposizione una somma di uguale valore». L’accordo con Bnl, precisa Massa Bernucci, «ci è servito per rompere il ghiaccio e ora altri gruppi bancari stanno valutando di partecipare al programma. Confidiamo di riuscire a mettere a disposizione l’intero pacchetto prima di fine anno o al più tardi all’inizio del 2013».
Gli fa eco Paolo Alberto De Angelis, responsabile divisione corporate di Bnl (gruppo Bnp Paribas): «Abbiamo deciso di aderire per primi all’iniziativa della Bei – spiega – perché riteniamo che le aggregazioni di questo tipo siano la risposta italiana all’esigenza sempre più pressante di dare slancio ala competitività delle piccole e medie imprese italiane. Tanto che stiamo già accompagnando 7 reti nella fase di sviluppo e contiamo tra i nostri clienti 350 aziende che fanno parte di un’aggregazione». Non solo. «In vista dell’entrata in vigore delle nuove regole di Basilea 3 – chiarisce De Angelis – riuscire ad avere liquidità di medio-lungo termine a condizioni vantaggiose potrà contribuire a stimolare la domanda». Le aziende che aderiscono alla rete potranno chiedere prestiti targati Bei per necessità di capitale circolante, investimenti in Ricerca & Sviluppo, nella rete distributiva o per proiettarsi sui mercati internazionali. «La partecipazione a una rete d’impresa – aggiunge De Angelis – potrebbe avere benefici anche sul miglioramento del rating delle aziende partecipanti: nella parte qualitativa del nostro giudizio sul merito di credito valutiamo infatti le potenzialità del progetto e un contratto di rete è una scommessa per la crescita».
Altre banche potrebbero seguire la strada tracciata da Bnl. Come Ubi, che «ha in corso con la Bei la valutazione di iniziative a supporto delle Pmi tra le quali anche le reti di impresa». In questo momento, spiegano dal quartier generale del gruppo, «la situazione del Paese e delle banche determina una riconsiderazione generale delle singole iniziative che stiamo portando avanti di concerto con l’Istituto del Lussemburgo». O come Credem. Nel maggio 2011 il gruppo e la Bei hanno siglato un accordo per la concessione di un plafond da 150 milioni di euro della durata massima di 15 anni a favore delle Pmi tramite Credemleasing. A un anno dalla stipula i fondi sono stati quasi totalmente allocati. «Per rafforzare l’attività di sostegno alle piccole e medie imprese – dice Maurizio Giglioli, direttore generale di Credemleasing – non appena esaurito l’attuale plafond valuteremo l’avvio delle procedure per la richiesta a Bei di una nuova linea di credito, anche eventualmente con riferimento ai finanziamenti per le reti di imprese».
La possibilità di utilizzare fondi Bei per finanziare imprese che si aggregano mediante il contratto di rete, spiega Sandro Bianco, head of territorial community relations di Unicredit, «è un tema al quale ci stiamo dedicando da tempo e molto probabilmente saremo in grado di finalizzare in questo senso una parte della prossima erogazione Bei, riservandola alle imprese che vogliono migliorare la propria competitività attraverso lo strumento del contratto di rete». Fin dall’inizio di quest’anno, aggiunge, «stiamo applicando alle reti d’impresa il nostro modello di servizio che include processi guidati per facilitare la conoscenza delle reti e dei loro programmi e che permette l’accesso al bond delle reti, finanziamento chirografario riservato alle aziende che si sono già aggregate o che si aggregheranno con contratto di rete nel corso del 2012».
Un apprezzamento arriva anche da Intesa Sanpaolo: «Fin dal decollo di questa forma di aggregazione – dice il responsabile Marketing Imprese Roberto Dal Mas – abbiamo sostenuto le reti a tutto campo, attraverso soluzioni e servizi di assistenza specialistica dedicati e con finanziamenti che comprendono anche l’utilizzo di provvista Bei, che offre vantaggi anche dal punto di vista del costo. Ogni iniziativa finalizzata a dare impulso alle aggregazioni tra imprese è quindi da noi ampiamente condivisa, come peraltro richiamato nell’accordo che il nostro gruppo ha recentemente rinnovato con la Piccola Industria di Confindustria».

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