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La Bce smentisce le voci sulla riduzione degli acquisti Ma i mercati restano nervosi

Non è ancora cominciato, ma il tapering della Banca centrale europea, cioè una riduzione graduale degli acquisti di bond e titoli di Stato (il cosiddetto Quantitative easing o Qe), già provoca agitazione sui mercati. Ieri è bastato un report, poi smentito, pubblicato da Bloomberg , quando i listini europei erano già chiusi, a creare turbolenza tra gli investitori.

L’agenzia di stampa ha anticipato un’indiscrezione secondo cui, a dispetto di una crescita della zona euro ancora debole e un’inflazione che resta fredda, i banchieri dell’Eurotower starebbero valutando di alleggerire prima del previsto il programma di acquisti, e potrebbero farlo probabilmente a un ritmo di 10 miliardi di euro al mese in meno. Anche se la decisione non è scontata e la Bce potrebbe proseguire i suoi acquisti fino alla fine di marzo 2017 o anche estenderlo, come più volte a ripetuto il presidente Mario Draghi. Subito è partita un’ondata di vendite sui titoli di Stato europei, che ha influenzato anche il cambio euro/dollaro. E la rapida, quanto insolita, smentita dell’Eurotower non ha del tutto cancellato l’incertezza.

Il rendimento dei Bund decennali tedeschi, che hanno chiuso le negoziazioni ufficiali stabili a -0,09%, è balzato all’improvviso di 4 punti. Il rendimento del Btp decennale, che ha chiuso all’1,3% con uno spread a 140 punti, è salito di 7 punti base, ai livelli più alti delle ultime due settimane per poi indietreggiare. Analogamente il Bonos spagnolo ha fatto un salto di 8-9 punti, con uno spread a quota a 103 punti.

Poi è arrivata la smentita della Banca centrale europea. «Il Consiglio direttivo della Bce non ha discusso di questi argomenti come ha detto il presidente Mario Draghi all’ultima conferenza stampa e durante il recente intervento al Parlamento europeo», ha scritto in una nota diffusa alle agenzie di stampa l’Eurotower, senza fare ulteriori commenti alle indiscrezioni.

Ma la precisazione non è bastata a tranquillizzare gli investitori preoccupati di una progressiva fine del denaro a costo zero. Così gli effetti di un possibile ripensamento sul Qe europeo si sono fatti sentire anche Oltreoceano, dove orami si dà per scontato un rialzo dei tassi di interesse della Federal Reserve a dicembre. I Treasuries, cioè i titoli di Stato del Tesoro americano, sono scesi, soprattutto quelli a lunga scadenza, mentre il rendimento, che com’è noto si muove in direzione opposta al prezzo, è salito all’1,669% dall’1,624% precedente in serata.

Giuliana Ferraino

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