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La Bce preoccupata dall’aumento delle sofferenze creditizie

L’incertezza rimane molto elevata, per la dinamica della pandemia con le sue nuove varianti e per la tempistica relativa ai vaccini. E altrettanto incerto, ai fini dell’inflazione sul medio termine e della ripresa economica, è l’impatto che la crisi del coronavirus avrà quest’anno sul mercato del lavoro, quali settori saranno più colpiti e come, e quali e quanti posti di lavoro andranno persi, quanti saranno creati. Le incognite si estendono sulle insolvenze delle imprese, soprattutto per la fine degli aiuti di Stato e sostegni pubblici. Resta anche da vedere cosa accadrà quando i rischi inizieranno a concretizzarsi sui bilanci delle banche: non è chiaro fino a che punto l’impennata dei crediti deteriorati inasprirà la stretta del credito che si è già manifestata nel quarto trimestre 2020. Sono questi i quesiti principali che graveranno sulla riunione del Consiglio direttivo della Bce che si tiene domani: l’Eurozona si sta avviando verso la fine del tunnel ma la lunghezza e il grado di oscurità del tunnel restano indefiniti. E non tutti i Paesi dell’area dell’euro usciranno dal tunnel della pandemia allo stesso modo, le divergenze a causa di Covid-19 aumenteranno.

Sebbene non siano attesi annunci di nuove misure di allentamento monetario, dopo la raffica di strumenti ricalibrati lo scorso 10 dicembre, la Banca centrale europea confermerà domani con vigore l’obiettivo di preservare condizioni di finanziamento favorevoli, sostenendo il flusso del credito a tutti i settori dell’economia e salvaguardando la stabilità dei prezzi. E questo lo farà puntando sui suoi principali strumenti pandemici: il programma di acquisti Pepp, aumentato lo scorso 10 dicembre di ulteriori 500 miliardi e portato a 1.850 miliardi (utilizzato fino a ieri per 780,7 miliardi) e i prestiti mirati all’economia TLTROs estesi al giugno 2022.

Alcune grandi incertezze che hanno rabbuiato il 2020, come l’esito delle elezioni negli Usa e il rischio di una no-deal Brexit, si sono risolte, ha fatto notare in una recente intervista a Reuters la presidente Christine Lagarde e questi sono due sviluppi in positivo per il 2021 di cui il Consiglio direttivo terrà conto. Al tempo stesso, tuttavia, il continuo allungamento degli interventi di contenimento dei contagi nell’area dell’euro abbinato alla perdurante crisi sanitaria, nonostante l’avvio delle vaccinazioni, potrebbe avere un impatto più severo del previsto sulla ripresa economica, e su quanto indicato dalle proiezioni macroeconomiche degli esperti della Bce lo scorso dicembre.

La prospettiva di un aumento delle insolvenze e delle sofferenze e dunque del rischio di credito nei bilanci delle banche porta inevitabilmente a un irrigidimento delle condizioni del credito per imprese e famiglie e questo è quanto è emerso nel quarto trimestre del 2020. La Bank Lending Survey pubblicata ieri dalla Bce ha evidenziato una stretta ai criteri di concessione del credito dovuta all’accumularsi dei crediti deteriorati (Npl) nella seconda metà dell’anno, in un clima di «percezione e avversione ai rischi». Nell’ultima indagine Bce sui prestiti delle banche per il quarto trimestre 2020, gli standard per la concessione del credito hanno evidenziato una stretta complessiva in ogni settore, dai prestiti alle imprese ai mutui per le famiglie e al credito al consumo. Le banche si attendono che la stretta continuerà anche nel primo trimestre 2021.

Un’altra variabile di cui il Consiglio direttivo terrà conto nella prima riunione 2021 – in quanto fattore che ha impatto sull’andamento dei rendimenti – è il volume delle nuove emissioni lorde e nette di titoli di Stato nell’area dell’euro: l’importo complessivo dovrebbe essere leggermente inferiore, o stabile, quest’anno rispetto al 2020. Si tratta comunque di oltre 1.200 miliardi di nuove emissioni lorde alle quali si aggiungeranno 150 miliardi di EU bond della Commissione europea. Il Pepp, che è stato esteso fino ad almeno la fine di marzo 2022, ha ancora una potenza di fuoco residua di circa 1.100 miliardi. Lagarde ha sottolineato che la flessibilità straordinaria del Pepp consente alla Bce di acquistare gli asset solo quando e dove necessario: la dotazione è un tetto non un traguardo e quindi non è detto che venga utilizzata completamente. Al tempo stesso, il Consiglio direttivo resta pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione si avvicini stabilmente al livello perseguito «in linea con il suo impegno alla simmetria».

L’inflazione, cioè la definizione del mandato, è quest’anno al centro della Revisione strategica che si concluderà in estate o subito dopo. Lagarde ha precisato che non è prevista alcuna novità in via anticipata in merito alla revisione del target dell’inflazione: tutte le decisioni della Review, su tutti i temi trattati, saranno oggetto di un unico annuncio finale.

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