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La Bce per ora sta alla finestra

La Bce mantiene la rotta e non cambia le linee guida su tassi e reinvestimenti, ma riconosce che ora i rischi per le prospettive dell’Eurozona sono orientati al ribasso. Il presidente Mario Draghi, al termine del direttivo dell’istituto, ha indicato la necessità di attendere, prima di agire, per verificare quanto persistenti siano le incertezze. Comunque l’Eurotower resta «pronta ad agire con tutti gli strumenti a sua disposizione», comprese le operazioni Tltro (finanziamento alle banche) che erano al centro delle aspettative del mercato.Gli ultimi dati macroeconomici, ha spiegato Draghi, «hanno continuato a essere più deboli del previsto a causa di una domanda esterna più debole e di alcuni fattori specifici per paese e settore. La persistenza di incertezze, in particolare relative a fattori geopolitici e alla minaccia del protezionismo, sta pesando sul sentiment economico». La Bce è dunque pronta «ad aggiustare tutti i suoi strumenti, se necessario, per garantire che l’inflazione continui a muoversi verso l’obiettivo del 2%». In tale contesto «sarà fondamentale verificare quanto persistenti saranno le incertezze», anche se attualmente «la probabilità di una recessione rimane molto bassa».

Di fronte a questi rischi, ha rassicurato il numero uno della banca centrale, «non è vero che abbiamo finito le munizioni: abbiamo ancora a disposizione tutti gli strumenti, i reinvestimenti, la forward guidance sui tassi, Tltro e Ltro. Abbiamo numerosi strumenti a disposizione, che saranno utilizzati a seconda della situazione contingente. La liquidità è abbondante e rimarrà tale». Eventuali cambiamenti nella politica monetaria, come modifiche alla guidance o nuove aste Tltro, «sono state nominate da alcuni membri del board ma non discusse. Queste operazioni sono stati strumenti molto utili ed efficaci nel ripristinare la corretta trasmissione della politica monetaria nell’intera Eurozona. Per utilizzarli deve esserci però una buona ragione, ovvero una risposta a un caso, anche probabile, di frammentazione della politica monetaria. Non vogliamo tornare al 2012-2014, quando tassi nominali più bassi non avevano portato a tassi reali minori». Quanto alle sollecitazioni che arrivano dalla politica, «è comprensibile che, quando le cose non vanno come dovrebbero, i politici protestino e dicano quel che vogliono ed è anche comprensibile», ha ironizzato Draghi, «che la Bce non li ascolti».

Intanto la Bce ha confermato tutti i livelli di riferimento dei tassi di interesse e anche l’orientamento a non aumentarli almeno fino alla prossima estate. Ma questa indicazione potrebbe slittare ulteriormente in avanti. Inoltre l’Eurotower continuerà a reinvestire integralmente gli oltre 2.100 miliardi di euro di titoli di stato in scadenza del Quantitative Easing.

Giacomo Berbenni

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