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La Bce mette in guardia le banche «Brexit, preparatevi al peggio»

Giornata ad alta attività verbale, ieri, per i vertici della Banca centrale europea. Mario Draghi ha tenuto in Svizzera un discorso politico sul metodo da seguire per garantire un futuro alla Ue. Sabine Lautenschläger, membro del comitato esecutivo della Bce, ha avvertito le banche dell’eurozona che è saggio “prepararsi al peggio” di fronte alle incertezze che caratterizzano il processo della la Brexit. E il capo economista della banca centrale, Peter Praet, ha sostenuto che, data la maggiore crescita delle economie europee, alcune linee guida della politica monetaria in corso oggi potrebbero cambiare. Non poco.

Draghi parlava a Losanna, dove la Fondation Jean Monnet pour l’Europe gli ha assegnato la medaglia d’oro. Il presidente della Bce ha usato l’occasione per sostenere che il metodo Monnet di integrazione europea è oggi valido più che mai e che si compone di quattro punti chiave: efficacia delle politiche, sussidiarietà, senso della direzione in cui andare e necessità di avere un sostegno democratico (obiettivi importanti ma non centrati dalla Ue nei decenni recenti). In questa cornice, ha sostenuto che l’euro (ieri ai massimi da novembre a 1,0966 dollari) non è responsabile dei problemi delle economie nazionali che non hanno fatto riforme, che un’Europa funzionante è necessaria perché può garantire maggiore crescita e ricchezza degli Stati nazionali singoli, che occorre una visione condivisa per completare l’Unione monetaria. «Sostenere la necessità di agire assieme è dopo tutto solo la metà di ciò che serve per costruire il supporto per il progetto europeo — ha detto — L’altra metà sta nel farlo bene».

La signora Lautenschläger interveniva invece a una riunione organizzata dalla Bce per le banche che intendono aprire attività regolamentate nell’eurozona in seguito alla Brexit. Ha spiegato loro che se vorranno trasferire certe attività da Londra nell’area euro dovranno iniziare a muoversi in fretta, perché per ottenere le licenze bancarie, per avere una buona gestione dei rischi e una governance solida serve tempo e il marzo 2019, momento nel quale la Brexit dovrebbe diventare effettiva, non è poi lontano. Ha poi aggiunto che «non sappiamo come finirà» il processo di uscita del Regno Unito dalla Ue, quindi «prepararsi al peggio è il modo più prudente di agire».

Non meno rilevante il discorso tenuto da Praet. Ha sostenuto che la crescita delle economie europee sembra sempre più solida e quindi le linee guida che la Bce indica regolarmente «possono essere ricalibrate a seconda dei dati in arrivo». Affermazione che rafforza le attese di qualche novità alla prossima riunione del consiglio dei governatori della Bce, l’8 giugno.

Danilo Taino

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