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La Bce ha maggiori spazi di manovra

Brusca frenata dell’inflazione in marzo, all’1,5% dal 2,2% di febbraio. Insieme alla caduta dell’inflazione in Spagna, dal 3% al 2,1%, il dato fa ritenere che anche le cifre per l’Eurozona nel suo complesso, che verranno pubblicate oggi, possano far segnare un calo più forte del previsto e quindi allentare le pressioni sulla Banca centrale europea per una riduzione accelerata dello stimolo monetario.
L’inflazione per la Germania è risultata nettamente inferiore alle previsioni, anche quelle aggiustate dopo che in mattinata erano usciti i dati regionali, anch’essi tutti in calo. Il mese di marzo, in parte per ragioni statistiche (nel 2016 Pasqua cadde in marzo, nel 2017 in aprile) riporta quindi l’andamento dei prezzi ben al di sotto della soglia psicologica del 2% e consente alla Bce, che comunque tiene conto dell’intera area euro e non di un solo Paese, di rivendicare che c’è ancora bisogno di stimolo monetario per raggiungere, nel medio periodo, l’obiettivo di stare «sotto, ma vicino» al 2%. Il presidente della Bce, Mario Draghi, aveva detto del resto di aspettarsi che l’inflazione potesse avere una nuova flessione, dato che l’aumento degli ultimi mesi era dovuto soprattutto ai rialzi del prezzo del petrolio e degli alimentari. Il calo, almeno in Germania, è arrivato anzi prima del previsto. Draghi aveva previsto un’inflazione vicina al 2% per qualche mese. La settimana scorsa, in un’intervista al Sole 24 Ore, il capo economista della banca, Peter Praet, aveva sottolineato il ribasso del 10% del prezzo del petrolio negli ultimi mesi.
Nell’eurozona, l’inflazione di febbraio è stata del 2%, e fino alla diffusione delle cifre per Spagna e Germania molti economisti di mercato ritenevano probabile una flessione all’1,8%. Ora, il calo di marzo potrebbe rivelarsi più marcato. L’inflazione di fondo (esclusi petrolio e alimentari) è stata a febbraio dello 0,9% e dovrebbe scendere a sua volta. Ieri, anche il governatore della Banca centrale austriaco, Ewald Nowotny, ha dichiarato che «la Bce non vuole alzare i tassi prematuramente», mentre anche il super-falco Klaas Knot della Banca d’Olanda ha detto che lo stimolo verrà rimosso con il miglioramento dell’economia, ma che questo avverrà non prima dell’anno prossimo.

Alessandro Merli

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