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La Bce lascia il turbo agli acquisti netti del piano anti Covid

La Banca centrale europea manterrà nel prossimo trimestre gli acquisti netti con il turbo del programma pandemico , ovvero, «a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno». È questa la decisione all’unanimità presa ieri dal Consiglio direttivo della Bce, «con mano ferma» e dopo un dibattito «con alcune divergenze» come ha detto la presidente Christine Lagarde. Il mantenimento della politica monetaria molto accomodante, senza modificare di una virgola l’ampia gamma degli strumenti in campo (Pepp, TLTROIII e APP) è in linea con le attese prevalenti del mercato.

L’accomodamento resta ampio nonostante la visione «più ottimistica» dell’economia rispetto a tre mesi fa. I rischi sulle prospettive di crescita dell’euro area sono tornati «largamente bilanciati», ma «permangono incertezze», l’ottimismo è «moderato». La presidente ha affermato più volte, sollecitata dalle domande dei giornalisti, che «è prematuro, troppo presto, non necessario» iniziare a parlare adesso di come uscire dal Pepp. «Il Consiglio non ha discusso di questo», ha affermato.

La motivazione principale alla base degli acquisti invariati «netti» (parola aggiunta per sottolinearae l’aumento del portafoglio a differenza del solo reinvestimento) del Pepp, 80 miliardi al mese, è stata spiegata da Lagarde con il mantenimento delle condizioni di finanziamento favorevoli: «un aumento dei tassi d’interesse di mercato, se sostenuto nel tempo, porterebbe a un irrigidimento delle condizioni che sarebbe prematuro e porrebbe un rischio».

L’entità degli acquisti del Pepp viene rivista dal Consiglio direttivo su base trimestrale e coincide con le proiezioni macroeconomiche formulate dagli esperti della Bce per l’area dell’euro. Ieri lo scenario della crescita e dell’inflazione 2021-2022 e 2023 è stato ritoccato all’insù in maniera modesta, senza impatto sull’orientamento della politica monetaria che è rimasta con orientamento di ampio accomodamento.

Nel dettaglio la crescita annua del Pil in termini reali è stata rivista al 4,6% nel 2021 (+0,6%), al 4,7% nel 2022 (+0,6%) e resta invariata al 2,1% nel 2023. Il settore dei servizi, il più colpito dalla pandemia, si sta avviando a una «graduale normalizzazione».

La decisione del Consiglio direttivo si spiega con il modesto e temporaneo aumento dell’andamento del tasso dell’inflazione IACP, «un leggero movimento all’insù» per quest’anno e il prossimo, mentre sul medio termine al 2023 post-pandemia è rimasto invariato all’1,4% «lontano dal nostro obiettivo ultimo», ha puntualizzato Lagarde. La Bce si attende che l’inflazione diminuisca nuovamente all’inizio del prossimo anno, con il venir meno dei fattori transitori e il calo dei prezzi dell’energia a livello mondiale.

Inoltre l’inflazione misurata sullo IAPC al netto di energia e alimentari – che è quella core più seguita dalla Bce – dovrebbe passare dall’1,1% del 2021 (+0,1%), all’1,3% nel 2022 (+0,2%) e all’1,4% nel 2023 (+0,1%), un ritocco minimo. Sul fronte delle spinte inflazionistiche di fondo, la presidente ha spiegato che l’analisi emersa ieri ha evidenziato come il balzo dei servizi, che sono in ripresa, non abbia trainato il mercato del lavoro: «non si è visto ancora molto» in termini di aumento dei salari, ha detto Lagarde. «I prezzi dei servizi non stanno salendo perchè non aumentano i salari», ha sottolineato. In quanto alla scarsità di alcune materie prime e i colli di bottiglia dell’approvvigionamento, anche questi fattori sono stati considerati dalla Bce come temporanei perchè i fornitori saranno in grado di compensare l’offerta dove manca.

Quel che conta, dunque, è il rischio di un irrigidimento prematuro delle condizioni di finanziamento che per la Bce devono rimanere favorevoli a lungo. Ed è per questo che il motore del Pepp, quello che mantiene bassi i tassi dei prestiti a imprese e famiglie, resta acceso a pieni giri. L’altro motore del Pepp , quello che ha assicurato la stabilità dei mercati durante lo shock pandemico con acquisti “a piene mani” per contrastare l’ondata di vendite, al momento non serve: pronto a riaccendersi, se necessario.

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