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La Bce gioca la carta dell’Abs

Potrebbe essere l’ultima carta in mano alla Bce per rilanciare l’economia europea, considerato che l’ipotesi di un quantitative easing (realizzato sull’altra sponda dell’Oceano dalla Fed tramite l’acquisto di titoli di Stato americani) ha perso vigore nelle ultime settimane. A giorni partirà il programma di Abs (Asset-backed security) annunciato da Mario Draghi, atteso con grande interesse dai mercati, con l’auspicio che riesca a portare benefici non solo ai listini finanziari, ma anche alle imprese.

Le caratteristiche dello strumento. L’Abs ha l’obiettivo primario di rendere liquide attività che in partenza non lo sono (si pensi all’esempio di un credito derivante da mutuo, che soffre per la debolezza del mercato immobiliare). L’attivo viene inserito in un apposito veicolo finanziario creato da banche, imprese o pubbliche amministrazioni, che emettono un’obbligazione negoziabile, con i crediti ceduti che vanno a garanzia del pagamento dei bond. Di fatto, in questo modo l’emittente libera il bilancio da un asset difficilmente negoziabile, mentre la garanzia limita i rischi in capo al veicolo finanziario.

Secondo quanto annunciato da Draghi nelle scorse settimane, il programma di Abs delle Bce durerà almeno due anni, con la finalità appunto di aggiungere liquidità al sistema dell’economia reale, e per questa strada consentire alle banche di tornare a finanziare le imprese.

Altri provvedimenti annunciati da Francoforte sono l’acquisto di covered bond (obbligazioni caratterizzate da un profilo di rischio molto basso e da un’elevata liquidità) e titoli con rating junk (speculativo) di Grecia e Cipro, ma solo finché restano all’interno di un programma coordinato dalla troika (Ue-Bce-Fmi). «Il potenziale di queste misure si aggira su un trilione», ha detto Draghi presentando il piano di interventi. Per poi precisare: «Questo non significa che arriveremo a questa somma». Il copione è lo stesso spesso seguito dal banchiere centrale anche in passato: viene annunciata una misura che può scuotere il mercato, ma offrendo un’indicazione solo di massima della sua portata, in modo da mantenere le mani libere in fase di applicazione, in base alle necessità del momento.

L’alternativa alla Tltro. Intanto prosegue un’altra misura straordinaria lanciata dalla Bce, vale a dire la Tltro (Targeted long term refinancing operation), che consiste in prestiti dell’istituto guidato da Draghi alle banche dell’Eurozona al tasso dello 0,25%, con l’impegno per queste ultime a girare le somme ottenute a sostegno dell’economia reale. Se lo faranno, tra due anni potranno accedere a nuovi finanziamenti; in caso contrario, dovranno restituire le somme ricevute.

La prima tornata di Tltro che si è svolta a settembre è stata al di sotto delle aspettative: gli analisti si attendevano una richiesta da parte delle banche tra i 100 e i 110 miliardi di euro, ma l’asticella si è fermata a 82,6 miliardi. La domanda è stata debole soprattutto da parte degli istituti italiani, che hanno richiesto (e ottenuto) 23 miliardi contro i 37 stimati alla vigilia dagli addetti ai lavori. La principale chiave di lettura accreditata sul mercato è che le banche non sanno a chi prestare il denaro, per cui preferiscono prenderlo in quantità limitata. In sostanza, le imprese sane chiedono pochi fondi perché hanno congelato gli investimenti alla luce delle prospettive grigie per l’economia dell’Eurozona. Le aziende in difficoltà non hanno smesso di bussare agli istituti di credito, ma questi ultimi si mostrano molto prudenti nei loro confronti nel timore di veder crescere le sofferenze (crediti di difficile esigibilità).

La scadenza di dicembre. Altri analisti legano l’insuccesso dalla prima Tltro proprio all’arrivo del programma di acquisti relativo agli Abs: per le banche potrebbe, infatti, essere più conveniente vendere Abs alla Bce, ottenendo così un vantaggio sul capitale, piuttosto che chiedere altra liquidità, di cui molti istituti non hanno bisogno.

Va poi considerato anche un altro aspetto: tra poco più di una settimana si conosceranno gli esiti dell’asset quality review, programma di esami ai quali sono state sottoposte le principali banche dell’Eurozona. In attesa delle pagelle gli istituti si sono mostrati particolarmente prudenti. Un atteggiamento più propositivo sarà possibile solo dopo il superamento di questo ostacolo, ed è per questo che la Tltro in programma a dicembre potrebbe rivelarsi più importante della prima.

Di certo c’è che da qui a fine anno i mercati saranno sottoposti a numerosi esami, che potrebbero favorire la volatilità dei listini. Quanto basta per seguire con estrema attenzione l’evolversi degli eventi, pronti a intervenire sul proprio portafoglio in caso di necessità.

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