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La Bce avverte sui deficit pubblici: elevati, ma il sostegno va mantenuto

Non basta aver trovato il vaccino anti Covid per dissolvere le nubi che oscurano la ripresa europea. Certo le prospettive sono «incoraggianti» per la Bce, ma nel suo bollettino mensile avverte che la pandemia «continua a ingenerare gravi rischi per la salute pubblica e per le economie dell’area dell’euro e del resto del mondo». La seconda ondata e i lockdown che ne sono conseguiti «dovrebbero determinare un nuovo calo significativo dell’attività nel quarto trimestre, sebbene in misura molto inferiore rispetto a quanto osservato nel secondo trimestre di quest’anno».

In questo contesto «il consistente sostegno delle politiche di bilancio ha attenuato il rilevante effetto negativo della pandemia di coronavirus sull’economia reale» ma, avverte la Bce nel bollettino, «le misure di bilancio adottate dovrebbero essere mirate e temporanee». Però «un orientamento di bilancio ambizioso e coordinato rimarrà essenziale fino a quando non si registrerà una ripresa duratura» e «finché l’emergenza sanitaria persiste e la ripresa non è in grado di autoalimentarsi — prosegue — sarà importante prorogare le misure temporanee al fine di scongiurare la possibilità di variazioni brusche e significative». Questo vale anche per quei Paesi che hanno un elevato debito pubblico, come Italia, Belgio, Grecia, Spagna, Francia e Portogallo, ai quali la Commissione Ue ha chiesto attenzione alla sostenibilità di bilancio a medio termine. Inoltre i deficit di Italia, Spagna e Francia anche nel 2021 saranno sopra il 7,5%, tra i più elevati dell’Eurozona. Anche la durata delle misure per salvare l’occupazione, secondo la Bce, dovrebbe essere «limitata nel tempo al fine di non ostacolare la necessaria ristrutturazione economica, pur restando in vigore per un periodo sufficientemente lungo da preservare posti di lavoro produttivi che altrimenti potrebbero andare persi». Il bollettino sottolinea che «le misure mirate al mantenimento dei posti di lavoro hanno raggiunto livelli senza precedenti nei primi mesi dopo l’inizio della pandemia di Covid-19». Ad aprile, durante il primo lockdown, il 15% di tutti i lavoratori dipendenti in Germania è stato interessato dalla riduzione dell’orario di lavoro, il 34% in Francia, il 30% in Italia e il 21% in Spagna. In questo scenario «il fondo Next generation Eu, che integra le misure di bilancio a livello nazionale, contribuirà a una ripresa più rapida, forte e uniforme — per la Bce — e accrescerà la capacità di tenuta economica e il potenziale di crescita delle economie degli Stati membri dell’Ue, soprattutto se i fondi saranno impiegati per una spesa pubblica produttiva e saranno accompagnati da politiche strutturali tese a migliorare la produttività».

Nonostante l’iniezione di liquidità garantita dagli Stati, il rischio è che aumentino i crediti deteriorati delle banche. Il dossier sull’Unione bancaria è stato affrontato ieri in una videoconferenza tra il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e i presidenti della Vigilanza Andrea Enria e del Single Resolution Board Elke König.

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