Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Bce: avanti con il piano liquidità

È sempre meglio essere cauti, sulle indiscrezioni che riguardano la Bce. E non solo perché è un consesso di venticinque banchieri centrali che decide a maggioranza. Lo dimostra l’andamento del Bund, il titolo tedesco a dieci anni, che ieri è tornato su territorio positivo dopo due settimane di apnea, sulla falsariga di un presunto consenso raggiunto in seno al consiglio direttivo per un possibile “tapering”, un’uscita dal programma di acquisti pubblici e privati da 80 miliardi di euro al mese. Non è un mistero che i tedeschi siano tra i più strenui oppositori del Quantitative easing e abbiano tutto l’interesse a che finisca (e a che una notizia del genere esca). Ma la novità di una maggioranza di banchieri favorevoli a un “inizio della fine” del QE diffusa nei giorni scorsi è stata smentita seccamente dal vicepresidente della Bce, Vitor Constancio: «Non è corretta », ha detto a margine della riunione autunnale del Fondo monetario internazionale, aggiungendo che «non l’abbiamo discussa». Conoscendo le arti diplomatiche di Mario Draghi, qualcuno sostiene che a questo punto è improbabile che forzi la mano nella riunione generale prima di essere certo di avere la maggioranza a favore di un “tapering”. Ma al momento anche i numeri inducono alla cautela e suggeriscono di aspettare. L’indicatore di riferimento per i guardiani dell’euro, l’inflazione, non tornerà vicino all’obiettivo del 2 % prima della fine del 2018. E piuttosto improbabile, insomma, che un eventuale riduzione degli acquisti cominci prima della fine del 2017.
Ieri la pubblicazione delle minute della riunione del consiglio direttivo di settembre della Bce ha fornito qualche traccia sul Qe. Nel protocollo della riunione non si menziona mai il termine “tapering” (e il portavoce della Bce ha escluso che ciò sia avvenuto nei due successivi incontri). Ma ad un certo punto l’esperto di mercati del comitato esecutivo, Coeurè, menziona che c’è un problema di «scarsità» dei bond da comprare. Non è un mistero che questo sia uno dei problemi tecnici che una commissione interna della Bce sta affrontando in vista di un allungamento probabile del QE oltre marzo del 2017. Le minute di settembre hanno registrato il consenso dei banchieri su un allungamento «oltre quella data» degli acquisti da 80 miliardi, «se necessario». A fine marzo, peraltro, la Bce totalizzerà circa 1.800 miliardi di acquisti.

Tonia Mastrobuoni

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa