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La Bce: avanti con gli stimoli all’economia. Borse su

La crescita europea si indebolisce (anche in Germania) e la Banca centrale europea è pronta ad accelerare con gli stimoli monetari. La politica monetaria deve restare «altamente accomodante per un prolungato periodo di tempo» e sono allo studio novità sulle indicazioni prospettiche dei tassi e «possibili opzioni» su «eventuali nuovi acquisti netti» di titoli. Così si legge nel nuovo Bollettino economico della Bce, che ha dato il «la» a una giornata effervescente sui mercati finanziari, insieme a una serie di notizie da Pechino. La Banca popolare cinese ha fissato il nuovo tasso di riferimento dello yuan sul dollaro sopra quota 7: un valore così debole, per la valuta del Dragone, non si vedeva dal 2008. Ma i mercati si aspettavano svalutazioni più decise e hanno quindi accolto bene la mossa monetaria, insieme a dati migliori del previsto sul commercio cinese, che non sembra soffrire, almeno per il momento, per la tanto temuta guerra dei dazi.

A tutto questo si sono aggiunti, da Washington, nuovi tweet al vetriolo del presidente Trump contro la Federal Reserve e la sua politica prudente sui tassi. «La Fed ha fatto mosse sbagliate ogni volta e stiamo ancora vincendo — ha scritto Trump, contrario a un dollaro forte —. Potete immaginare cosa succederebbe se invece facesse le cose giuste?».

Intanto, però, Wall Street macinava consistenti guadagni e le Borse europee chiudevano in deciso rialzo dopo le tensioni di inizio settimana. A Milano l’indice Ftse Mib è cresciuto dell’1,47%, Francoforte ha guadagnato l’1,68%, Parigi il 2,31%, Londra l’1,21% e Madrid l’1,41%. In aumento lo spread italo-tedesco, da 199 a 209, spinto verso l’alto (ma senza impennate) dalle tensioni politiche. Cresce però la fiducia tra gli investitori esteri: a giugno dal Giappone sono partiti acquisti netti per 2,34 miliardi di euro di Btp — scrive «Bloomberg» — una cifra mai vista almeno dal 2005, inizio delle serie statistiche. Oggi, tra l’altro, sono attese le nuove valutazioni di Fitch sul rating dell’Italia.

Giornata con il segno più anche per il petrolio, con il Brent in ripresa (+2%) dopo il tonfo di mercoledì.

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