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La Bce alle aziende italiane: investite di più

Nel mese di settembre gli occupati aumentano di 45 mila unità rispetto ad agosto. Lo certifica l’Istat, evidenziando il recupero rispetto al calo del mese di luglio. L’Istituto di statistica segnala che il tasso di occupazione per il mese di settembre si attesta al 57,5%. Il dato su base annua conferma un aumento del numero di occupati pari a 265 mila unità (+1,2%), in particolare la crescita tendenziale è riconducibile ai dipendenti a tempo indeterminato (+264 mila). L’Istat registra un calo degli inattivi del 3,6%, che equivale a 508 mila persone non classificate come occupate né in cerca di lavoro. Nello stesso periodo aumentano i disoccupati del 3,4%, vale ricordare che l’effetto è in parte dovuto al fatto che dopo l’estate tipicamente crescono coloro che riprendono a cercare collocazione. A settembre il tasso di disoccupazione è pari all’11,7%. Uno scenario che il premier Matteo Renzi riassume su Twitter:«Da febbraio 2014 a oggi ci sono 656 mila posti di lavoro in più, il 75% a tempo indeterminato». Anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sottolinea che il tasso di occupazione è tornato «ai livelli del 2009» e si sofferma sul calo degli inattivi, spiegando che «il crollo rispetto al 2015 (500 mila in meno), porta il tasso di inattività ai livelli del 1977». Dal versante sindacale il leader della Cgil, Susanna Camusso, rimarca «la distonia tra le risorse investite e gli effetti ottenuti», e chiede «un piano straordinario». Ieri, tra l’altro, l’aula del Senato ha approvato il ddl sul lavoro autonomo.

I dati sull’occupazione in Italia arrivano nelle stesse ore del bollettino economico della Bce. Francoforte indica per «il prossimo futuro un ulteriore miglioramento nei mercati del lavoro». Meno confortanti le previsioni sulla crescita dell’economia. La Bce conferma «una ripresa moderata ma costante dell’area Euro e un graduale incremento dell’inflazione», però gli economisti dell’Istituto centrale precisano che persistono «rischi al ribasso». Nel bollettino è riportato che gli investimenti delle imprese dell’eurozona sono tornati al livello del 2008, sebbene il contributo da parte delle aziende italiane sia finora limitato e inferiore a quello spagnolo, tedesco e francese. Per quel che riguarda la politica monetaria espansiva il bollettino conferma che in prospettiva «il consiglio direttivo della Bce mantiene l’impegno a preservare il grado molto elevato di accomodamento monetario». L’obiettivo finale resta la crescita.

Un target che rimanda alla manovra del governo italiano e alle ultime valutazioni di Confindustria. Viale dell’Astronomia ritiene che la legge di Bilancio fornisca «un buon impulso, ricorrendo a maggior deficit e facendo leva sugli investimenti privati». Il governo stima una crescita addizionale dello 0,4%, ma Confindustria non esclude che possa essere maggiore. Il centro studi degli industriali ricorda però le incognite legate al Referendum e al tema del credito bancario alle imprese.

Andrea Ducci

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