Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Bce ai ministri Ue: ora la garanzia sui depositi

Il presidente della Bce, Mario Draghi, scende in campo a sostegno della garanzia unica sui depositi, preparandosi a un nuovo scontro con la Germania, che si è finora opposta allo schema proposto per completare l’Unione bancaria europea. «Stabilire una rete comune di protezione per i depositanti a livello europeo è il complemento logico alla supervisione della Bce», si legge nel parere legale, firmato da Mario Draghi e inviato dall’Eurotower ai ministri finanziari della zona euro. «Uno schema europeo sull’assicurazione dei depositi è il terzo pilastro necessario per completare l’Unione bancaria». Il primo pilastro è la vigilanza bancaria portata sotto l’ombrello della Bce, mentre il secondo è il meccanismo unico di risoluzione, che interviene in caso di crisi di un istituto di credito.

L’appello della Bce riapre la partita tra la Banca centrale e Berlino, dopo le polemiche delle settimane scorse, che hanno visto protagonista anche il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, contrario alla politica dei bassi tassi di interesse che preoccupano i risparmiatori tedeschi. Schäuble è arrivato ad accusare Draghi di essere in parte responsabile dell’ascesa di Alternative für Deutschland (AfD), il partito populista e anti immigranti, suscitando la reazione del presidente della Bce, che ha rivendicato l’indipendenza della Banca centrale europea dai politici.

Probabilmente di garanzia europea sui depositi Draghi parlerà oggi anche con il presidente francese François Hollande e il ministro delle Finanze Michel Sapin, durante il pranzo di lavoro in programma alle 13 all’Eliseo. Il nuovo schema dovrà sostituire i vari sistemi in vigore Paese per Paese con l’obiettivo di evitare una nuova corsa agli sportelli per ritirare i risparmi dalle banche in caso di crisi, come è avvenuto durante la crisi finanziaria. Ma a opporsi al fondo di garanzia comune, frenando i progressi dell’Unione bancaria, è la Germania che teme di dover pagare per i fallimenti di altri.

A rallentare è anche l’integrazione finanziaria dell’eurozona, che «prosegue ma a un ritmo più moderato rispetto alla primavera-estate 2015», indica la Banca centrale europea nel consueto Rapporto 2016 sul tema, presentato ieri a Francoforte. Il processo di integrazione finanziaria «è decollato» quando furono annunciati l’Unione bancaria e l’Omt nel 2012, quindi è proseguito con l’avvio della vigilanza bancaria della Bce nel 2014 e del Fondo di risoluzione unico (Srm) nel 2015, ricorda il documento. Le misure di politica monetaria varate da Francoforte hanno poi «sostenuto questa tendenza». Ma «è importante non fermare il processo di reintegrazione a fronte delle recenti turbolenze sui mercati azionari o a causa di incertezze economiche e politiche nei Paesi dell’eurozona», avverte la Bce. Per migliorare il sistema finanziario europeo contro gli choc «occorre» infatti rafforzarlo attraverso «un ulteriore sviluppo e integrazione dei mercati di capitale ».

Giuliana Ferraino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa