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La Bce accelera sulle cartolarizzazioni

La Banca centrale europea prova ad accelerare sul rilancio del mercato dei titoli cartolarizzati (Abs), che dovrebbe servire a far ripartire il credito alle piccole e medie imprese nell’eurozona, soprattutto in Paesi come Italia e Spagna. Venerdì, la Bce pubblicherà, insieme alla Banca d’Inghilterra, un documento, il secondo in due mesi, per indicare possibili miglioramenti nelle regole per facilitare l’uso di questi strumenti. La prossima settimana, il consiglio della Bce dovrebbe poi annunciare interventi per il rilancio del credito, comprese misure sugli Abs, insieme al taglio dei tassi d’interesse. Ma ancor prima dell’annuncio sono già emerse voci di disaccordo su questa linea di azione. Al forum portoghese di Sintra sul central banking, organizzato dalla stessa Bce, Draghi ha detto di sperare di ottenere risultati entro un anno, coinvolgendo, oltre alle autorità globali di regolamentazione, anche la prossima Commissione europea e il Parlamento di Starsburgo. Quest’ultimo, ha detto, anche nella nuova composizione uscita dalle elezioni dei giorni scorsi, è in grado di «giocare un ruolo costruttivo» come il precedente. Il banchiere centrale italiano ha anche sostenuto che la risposta alla domanda di cambiamento della gente non può essere solo lo slogan «più Europa», ma politiche economiche diverse, a livello nazionale ed europeo, che puntino su crescita, occupazione e benessere. Draghi ha osservato che in molti dei Paesi che hanno riformato i mercati del lavoro introducendo maggiore flessibilità, però «la crisi ha colpito i giovani che sono stati i primi ad essere licenziati».
Il credito all’economia reale nell’eurozona si sta contraendo da circa due anni. Lunedì Draghi aveva sostenuto l’importanza di misure per rivitalizzare le cartolarizzazioni basate sui prestiti alle piccole e medie imprese, che rappresentano l’80% dell’occupazione dell’area euro, e avanzato l’ipotesi che la Bce possa acquistare questi titoli. Ieri, annunciando l’iniziativa congiunta con la Banca d’Inghilterra, ha chiarito che le due banche centrali si adopereranno per rimuovere le regole internazionali che penalizzano gli Abs, per esempio nei confronti dei covered bond, e che non differenziano fra i titoli complessi (che sono considerati fra le cause della crisi dei mutui subprime) e quelli più semplici e di alta qualità, che hanno un tasso d’insolvenza dieci volte più basso. Le attuali regole disincentivano le banche all’uso degli Abs. Le due banche faranno pressioni sul Financial Stability Board, che raggruppa le autorità del G-20 e si riunirà nelle prossime settimane, e il Comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria, che affronterà la questione in autunno. Bce e BoE chiederanno inoltre maggiore trasparenza sui rating e promuoveranno la standardizzazione dei prestiti utilizzati per gli Abs. Draghi ha ricordato anche che la Bce ha messo a punto un’ampia base di dati su queste operazioni. Il mercato esisteva già, prima della crisi, ha ricordato Draghi, anche se non era molto grande. Il blocco del credito alle Pmi è un blocco alla trasmissione della politica monetaria e quindi danneggia l’abilità della Bce di raggiungere l’obiettivo della stabilità dei prezzi, ha detto.
Alla stessa conferenza di Sintra sono emersi però anche i primi dissensi. Il consigliere della Banca centrale belga, Mathias Dewatripont, ha detto che il problema della mancanza di credito è circoscritto alla periferia dell’eurozona, quindi a solo un terzo circa dell’unione monetaria, e che potrebbe trattarsi di un problema temporaneo. Uno dei maggiori esperti di regolamentazione finanziaria, Martin Hellwig, ha sollevato il dubbio che, partecipando all’elaborazione di questi nuovi strumenti, la Bce possa essere oggetto di cause giudiziarie se le cose dovessero andare storte. Draghi ha risposto che l’Eurotower non avrà alcun ruolo nel disegnare i prodotti. È stata inoltre sollevata da alcuni partecipanti la questione dell’opportunità di qualche forma di garanzia pubblica per gli Abs.
Le azioni che la Bce potrebbe decidere al consiglio della prossima settimana sono state attaccate, a distanza, dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, il quale ha sostenuto che nuove iniezioni di liquidità da parte della Bce rimuoverebbero la pressione sui Governi europei perché continuino le riforme e che un taglio dei tassi non farebbe grande differenza. Di senso opposto la presentazione svolta a Sintra dal premio Nobel per l’economia, Paul Krugman, secondo cui la Bce dovrebbe alzare nettamente il suo obiettivo d’inflazione, oggi «sotto, ma vicino al 2%», per evitare rischi di deflazione.
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