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La battaglia della Sanità

Niente tagli nella sanità». Il premier Matteo Renzi, nel corso di un question time alla Camera dei deputati, dà un colpo di spugna alle roventi polemiche dei giorni scorsi e chiarisce di essere anche disponibile a rivedere i contenuti del decreto legge «enti locali» per limitare le prescrizioni inutili, provvedimento che ha fatto infuriare i medici.
«Deve essere chiaro che sulla sanità questo Paese non sta tagliando – sottolinea l’inquilino di Palazzo Chigi -. Poi possiamo discutere su come impiegare questi denari». E ricorda la crescita del Fondo sanitario nazionale: «Nel 2002 erano 75 i miliardi di euro, quest’anno 110 e l’anno prossimo 111. È l’unico settore dove c’è stato un aumento del 40% rispetto al 2002». E rispondendo a chi lo accusa di voler diminuire i servizi ai cittadini, Renzi dice: «Che si debba investire nella sanità è un dato oggettivo perché la gente invecchia e invecchiando cambia il modello di cui abbiamo bisogno. Come avrebbe detto il buon Woody Allen è sempre meglio dell’alternativa… Di certo non dobbiamo dare l’impressione ai cittadini che si taglia il diritto alla salute. Dunque disponibilità totale a ragionare, discutere e confrontarsi». Il dialogo potrebbe avvenire «con consultazioni web e ascoltando i medici». E guardando alla legge di Stabilità «che conterrà per la prima volta anche una misura contro la povertà infantile», Renzi la definisce «un elemento chiave, il momento della svolta definitiva».
Il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, però, lancia l’allarme proprio sui fondi per Asl e ospedali: «L’impegno che il Governo si era assunto un anno fa era di destinare 2 miliardi in più sul 2015 e 3 miliardi in più sul 2016. Lo stanziamento per il 2015 è stato azzerato e sul 2016 mi pare di capire che la proposta sia di 1 miliardo in più, che non mi sembra sufficiente, anche alla luce dei rinnovi contrattuali dei medici e del personale sanitario che sono ancora in corso di trattativa». Per questi motivi Chiamparino chiede «un incontro urgente con l’esecutivo per trovare un’intesa prima della legge di Stabilità», ma si dice disponibile a «estendere i costi standard e quelle misure di appropriatezza delle prestazioni che consentano di risparmiare risorse per investire e migliorare la qualità del Servizio sanitario nazionale».
L’argomento è stato anche al centro dell’incontro ieri mattina tra il commissario del Governo alla spending review, Yoram Gutgeld, e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che precisa: «Gli obiettivi quest’anno sono l’applicazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza ndr) e il nomenclatore per le protesi (l’elenco di ausili e protesi a carico dello Stato ndr ) che si attende da 10 anni. Per farlo ci vogliono i fondi e quelli che ci sono non si toccano». «Certo bisogna risolvere la questione del personale, il blocco del turn over , la stabilizzazione dei precari e i rinnovi contrattuali. Problemi che vanno affrontati in questa legge di Stabilità con risorse adeguate».

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