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La banda larga arriva con il contatore

MILANO.
Sottotraccia si sono dati battaglia per mesi. Con un lavoro di lobby a più livelli. Ma ora che l’Autorità per l’energia ha dato il via libera alle “specifiche” dei nuovo contatori che verranno installati in 30 milioni di esemplari nelle case degli italiani, non è detto che Enel e Telecom pensino bene di collaborare.
Perché si scrive “contatore” ma si legge – in realtà – “banda larga”. Anche Enel ha deciso di diventare proprietaria di una rete a fibra ottica, di quelle che permettono le connessioni veloci internet: possessore di infrastruttura ma non utilizzatore, visto che verrà affittata agli operatori tlc. E per partire aspettava proprio la decisione dell’Authority. Come ha ribadito ieri l’amministratore delegato dell’ex monopolista elettrico, Francesco Starace: «La delibera è molto importante perché sblocca un piano di investimento da 2,5 miliardi per i prossimi 4 anni, ma è anche sfidante perché fissa prestazioni e parametri molto elevati: ma in questo modo, per fare un paragone, quello che in Francia faranno in giorni noi lo faremo in ore».
Come annunciato nei mesi scorsi, Enel – che di fatto ha raccolto una sollecitazione del Governo, suo azionista di maggioranza – ha deciso di avviare il piano di posa della fibra ottica nei centri abitati approfittando del piano per la sostituzione dei contatori. Si parte da maggio, ha annunciato sempre ieri il manager, nelle aree «non a fallimento di mercato». Il che tradotto significa le aree più densamente popolate e quindi più redditizie. Ma dove sono presenti anche altre operatori e dove, quindi si rischia di avere più reti in concorrenza.
Per evitare di farsi del male inutilmente, Enel sta collaborando con Vodafone e Wind. Ma si dice disponibile a fare lo stesso con Telecom, proprietaria della rete in fibra di rame e che già da qualche anno ha avviato la cablatura delle principali città e di molte aree del sud del paese.
Ma cosa accadrà nelle aree in cui non sarebbe economicamente vantaggioso portare la fibra? Anche in queste zone Starace ha assicurato che Enel ci sarà. «Non appena verranno bandite le gare da parte del governo – ha assicurato – e faremo la nostra parte». Contrariamente a quanto sembrava in un primo momento, nelle aree “a fallimento di mercato” la rete non sarà di proprietà degli operatori: il compromesso prevede che la gara sia indetta da Infratel (la società infrastrutturale del Governo) che rimarrà proprietaria della rete, mentre gli operatori la realizzaranno.
Incassato il via libera da parte dell’Autorità, Enel dovrà però rispondere nei prossimi anni dei cambiamenti in atto. Questo significa che il modello di contatore che verrà ora installato è quello considerato più avanzato. Ma di fronte «a una evoluzione tecnologica molto turbolenta» come l’ha definita lo stesso Starace, Enel dovrà intervenire e installare modelli più avanzati. Oneri e onori di un operatore tlc.

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