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Per la banca svizzera Efg piano di tagli dopo l’acquisto Bsi

Efg International, che ha acquisito nei mesi scorsi la banca ticinese Bsi , ha annunciato ieri tagli di impieghi nel nuovo gruppo e benefici maggiori del previsto per quel che riguarda le sinergie. L’azione Efg International a Zurigo è così andata al rialzo (+4% a fine seduta, a 6,43 franchi), in una replica del meccanismo che il giorno prima aveva visto protagonista il gigante Credit Suisse , che pure ha reso noti tagli ulteriori agli organici.
Efg International, ramo elvetico del gruppo della famiglia greca Latsis, prevede la soppressione di 300-450 impieghi entro il 2019 nel gruppo risultante dall’unione con la Bsi, sui complessivi circa 3.800 dipendenti attuali. I due terzi dei tagli riguarderanno le sedi in Svizzera, la principale delle quali è Lugano. Efg International, il cui timone è nelle mani del ceo Joachim Straehle, ha affermato che la riduzione dell’organico del nuovo gruppo sarà attuata il più possibile attraverso fluttuazioni naturali e pensionamenti, ma ha aggiunto che dove ci sono doppioni nelle strutture ci dovranno essere anche licenziamenti. Nel frattempo, Efg ha concretizzato una vendita parziale del portafoglio clienti di Bsi Bahamas ed ha deciso la chiusura, nel terzo trimestre 2017, della filiale Bsi a Panama. Efg punta inoltre a cedere la sua unità Financial Advisers nel Regno Unito. Per quel che riguarda le sinergie ante imposte da realizzare con il nuovo gruppo (il marchio Bsi sparirà, ma resta da vedere quale esattamente sarà il nuovo nome), Efg prevede ora 240 milioni di franchi entro il 2019, cioè 55 milioni in più rispetto a quanto stimato in precedenza. I costi unici dell’integrazione (che dovrebbe essere completata tra il secondo e il terzo trimestre 2017) sono peraltro ora indicati a 250 milioni di franchi, 50 milioni in più in rapporto a quanto prima previsto. Efg prevede per il nuovo gruppo anche un deflusso di capitali di circa 10 miliardi di franchi nel corso dei prossimi tre anni. A fine settembre di quest’anno i patrimoni gestiti dall’aggregato Efg-Bsi erano pari a 148 miliardi di franchi, contro i circa 170 miliardi al momento dell’annuncio della fusione, nel febbraio scorso. La sola Bsi a fine settembre aveva 69 miliardi, contro gli 84 miliardi di fine 2015.
L’uscita di capitali dalla Bsi è legata, dal maggio scorso, soprattutto alla bufera a Singapore del fondo sovrano malese 1MDB – sotto inchiesta in vari paesi per sospetti di riciclaggio e corruzione – in cui la banca ticinese è stata coinvolta. La stessa Bsi in giugno ha fatto ricorso al Tribunale federale amministrativo contro le sanzioni decise nei suoi confronti dalla Finma, l’autorità elvetica di vigilanza. Efg ha acquisito la Bsi dalla brasiliana Btg Pactual. Quest’ultima manterrà il il 30% del nuovo gruppo, mentre Efg avrà il 44% della compagine.

Lino Terlizzi

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