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La banca è meglio del fisco

In caso di carenza momentanea di liquidità una delle opzioni più utilizzate dagli imprenditori era quella di presentare regolare dichiarazione, attendendo poi l’avviso bonario da parte dell’Agenzia delle entrate, oppure puntare sul ravvedimento operoso. Ma le cose stanno cambiando molto rapidamente ed oggi non è detto che queste scelte siano più convenienti di un normale finanziamento bancario.

Il contesto. Nei periodi di crisi economica non è infrequente che alcuni imprenditori, si vedano costretti ad operare alcune scelte che, in presenza di risorse finanziarie scarse, abbiano come esito il differimento del versamento dell’Iva dovuta sulla base della liquidazione periodica: è subito opportuno precisare che, nella fattispecie che si intende qui tratteggiare, si è del tutto estranei a fenomeni di frode Iva o di altri elementi che siano sintomatici di comportamenti fiscali meno che corretti. Fermo restando che l’omesso o carente versamento in questione rappresenta una violazione di carattere tributario per la quale il sistema ha previsto un’apposita sanzione all’art. 13 del dlgs. 471/1997 in misura pari al 30% e, presupponendo che non si sia al di sotto delle soglie penali di omesso o carente versamento del tributo (cfr.art 10-ter L. n. 74/2000), ci si chiede quale sia il comportamento più idoneo da adottare.

Il ravvedimento operoso. Una prima alternativa è sicuramente rappresentata dall’adempimento spontaneo offerto dall’istituto del ravvedimento operoso (cfr. art. 13 dlgs. 472/1997) che in funzione dell’epoca rispetto alla quale si adempie, consente una riduzione, talvolta anche consistente, della sanzione-base prima ricordata. In sostanza, attraverso lo spontaneo pagamento di quanto dovuto a titolo d’imposta con la maggiorazione degli interessi è possibile godere di una sanzione ridotta che però deve essere contestualmente versata al fine di rimuovere l’inadempimento. Infatti, il ravvedimento operoso si perfeziona con il pagamento di tutto quanto dovuto (sanzione inclusa), mentre non è possibile usufruire di alcuna rateizzazione. A quest’ultimo riguardo, occorre ribadire che anche la disposizione recentemente introdotta con riferimento al «ravvedimento parziale» (art. 13-bis del dlgs. 472/1997) ha un carattere eminentemente interpretativo.

L’avviso di irregolarità. Un differente scenario è quello per cui, il contribuente incorso nella violazione di omesso (o insufficiente) versamento dell’Iva periodica non opta per il ravvedimento operoso, ma decide di attendere la ricezione del c.d. «avviso bonario» con il quale l’Agenzia delle entrate comunica di aver rilevato la violazione correlata al mancato versamento. Oggi grazie anche all’esistenza delle comunicazioni periodiche Iva, è molto semplice per l’Agenzia delle entrate incrociare i dati con quelli dei versamenti Iva presenti sul cassetto fiscale di ogni contribuente, per riscontrare tempestivamente se gli importi pagati sono corretti: è dunque ormai pressoché certo che entro breve termine dalla commissione della violazione, l’avviso verrà ricapitato al contribuente. Questi potrà nei trenta giorni dalla ricezione dello stesso, versare quanto dovuto, maggiorato degli interessi e con una sanzione pari a 1/3 di quella prevista. A differenza del ravvedimento operoso, è possibile accedere alla rateazione che ha un numero variabile di rate in funzione della somma da corrispondere.

Il confronto. Alla luce di quanto sopra scritto, un contribuente che commetta la violazione riguardante il periodico versamento dell’Iva deve tenere ben presente che l’attuale contesto normativo e di controllo, non offre particolari chances di dilazioni temporali e dunque, qualora non sia possibile adempiere tempestivamente, l’alternativa meno onerosa e che garantisce un minore impatto sulla complessiva posizione fiscale del soggetto, è sicuramente rappresentata dal ravvedimento operoso (si pensi anche al caso di coloro che essendo soggetti ai nuovi obblighi di monitoraggio in tema di appalti, hanno la necessità, nei fatti, di avere un profilo fiscale allineato con tutti i versamenti).

Peraltro, a livello qualitativo, si evidenzia che laddove non vi siano particolari restrizioni di accesso al credito, risulterebbe comunque maggiormente conveniente ricorrere al finanziamento presso istituti di credito, anche in considerazione del fatto che l’attuale costo del denaro risulta molto più contenuto delle sanzioni ancorché ridotte per effetto di ravvedimento: dunque l’adempimento puntuale è preferibile sempre, e non solo per motivi di compliance fiscale, ma anche perché il reperimento di risorse finanziarie esterne da dedicare allo stesso, risulta peraltro essere meno oneroso.

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