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La Banca d’Inghilterra fa il suo mea culpa

Nel 2016 l’economia britannica è stata la più dinamica di tutti i paesi del G7, con una crescita attesa del 2,2%. Prima del referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016, il governatore della Banca di Inghilterra aveva considerato una possibile recessione tecnica, e comunque il rallentamento dell’economia. Adesso, il capo economista dell’istituto centrale, Andrew Haldane, ha fatto autocritica, un mea culpa parziale perchè ritiene che il rallentamento economico ci sarà e si farà sentire nel 2017. Si è trattato di un errore di taglia, per così dire, nel senso che l’istituto britannico di politica monetaria aveva previsto un rallentamento più pesante di quello che poi non è stato finora.

Perché questo errore? Non bisogna cercare molto lontano: basta guardare l’andamento dei consumi e del mercato immobiliare. Le performance raggiunte nel 2016 sono state come se il referendum per l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue non si fosse svolto.

I britannici hanno continuato a spendere come se ignorassero questo avvenimento politico. Haldane riconosce che è stata votata la Brexit, ma ancora l’uscita dalla Ue non ha avuto luogo e non ha ancora prodotto effetti concreti: salari e occupazione non ne hanno risentito, il potere d’acquisto non è stato influenzato e i consumatori non hanno cambiato abitudini nonostante l’incertezza politica.

Tuttavia, il capo economista della Banca d’Inghilterra ha avvertito che questa crescita robusta non potrà durare. L’istituto stima che per il 2017 la crescita sarà intorno all’1,3%. Dopo la svalutazione della sterlina, le importazioni saranno più care e ci sarà un aumento dell’inflazione che dallo 0,6% di luglio 2016 passerà al 3% nel 2017, secondo le previsioni dell’istituto. Fattori che ridurranno il potere d’acquisto delle famiglie e i consumi, a meno che non decidano di risparmiare meno. Comunque sia, queste previsioni, ha ammesso Haldane, sono come quelle delle banche centrali prima della crisi economica del 2008-2009. Come dire smentibili.

Angelica Ratti

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