Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La 7, ultimo braccio di ferro sulla vendita

MILANO — Il fondo Clessidra non molla, e dato che è formalmente scaduta l’esclusiva che Ti-Media aveva concesso al suo rivale Urbano Cairo, torna all’attacco e alza notevolmente la posta per conquistare La7. In questa situazione, formalmente, Telecom Italia dovrebbe convocare un nuovo cda, che a sua volta dovrebbe esaminare le due offerte vincolanti di Cairo e Clessidra e sceglierne una sola per arrivare alla firma del contratto. Siccome il consiglio di Telecom, che si è svolto il 18 febbraio scorso, era spaccato in due – e i termini del-l’offerta di Cairo prevedono comunque dei sacrifici per il gruppo di tlc – non è escluso che questa volta l’ago della bilancia possa pendere dalla parte del fondo di Claudio Sposito.
Una mossa quanto meno contraddittoria visto che Clessidra, fino a qualche giorno fa, lamentava come TImedia si trovasse ad affrontare un contesto ancora più critico rispetto a quando è cominciato il processo di vendita, e chiedeva per questo uno sconto, mentre ieri il gruppo avrebbe rilanciato con forza. E a questo revival non sarebbe estraneo Tarak Ben Ammar, consigliere di Telecom e di Mediobanca, e sodale di Silvio Berlusconi. Ne sarebbe, estraneo, l’exploit elettorale del primo azionista del Biscione. Sposito può inoltre contare sull’appoggio di una parte del consiglio, e in particolare dei rappresentanti di Intesa Sanpaolo e Mediobanca che vorrebbero chiudere per sempre il capitolo TiMedia, mentre l’offerta di Cairo sarebbe ben vista da Franco Bernabè, che crede nelle potenzialità dei multiplex digitali.
La trattativa per cedere La7 a Cairo ha rallentato su due questioni: da una parte Telecom pretendeva un impegno da parte dell’editore di magazine che lo vincolerebbe a non rivendere La7 per un determinato periodo di tempo; dall’altra Cairo pretenderebbe una penale a suo favore nel caso in cui l’AgCom decidesse di retrocedere l’emittente dal tasto numero 7. Per gli advisor, se c’è la volontà di andare avanti, questi due punti non sarebbero «deal breaker», come a dire che si potrebbe trovare una mediazione. Sugli altri punti dell’accordo, ovvero sulla dotazione di cassa, l’azzeramento dei debiti, la riformulazione del contratto di affitto dei multiplex «alle migliori condizioni di mercato» e il contratto pubblicitario ci sarebbe già un accordo. E lo stesso vale per un centinaio di dipendenti dell’emittente televisiva, TiMedia avrebbe deciso di offrire a 80 di questi una buonuscita pari a due annualità e reintegrarne una ventina. Solo che, dato che la firma del contratto non è arrivata entro i termini previsti, Clessidra avrà buon gioco nel provare a sparigliare le carte facendo almeno formalmente ripartire tutto da capo.
TiMedia ha convocato un cda per lunedì prossimo con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio, quella del piano industriale 2013-2015 e il via libera all’offerta Cairo. Ma se ancora cambiassero le carte in tavola, nonostante il gruppo abbia già convocato la comunità finanziaria, non è escluso un nuovo rinvio. Il 7 marzo è invece in agenda il cda Telecom per approvare il bilancio 2012, che per essere chiuso deve tenere conto anche della sorte di TiMedia. Infine un eventuale rientro in pista di Clessidra potrebbe comportare anche un nuovo interessamento di Diego Della Valle, che ieri era all’estero per gli affari di Tod’s. I colloqui informali tra Claudio Sposito e Della Valle, non smentiti, hanno fatto balzare le quotazioni di TiMedia (che poi ha chiuso a 0,17 euro, +0,7%).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa