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l piano Juncker arriva in Italia 100 milioni alle pmi innovative

 Anche l’Italia beneficia del cosiddetto «piano Juncker», che stima di mobilitare almeno 315 miliardi di euro di investimenti per rilanciare la crescita. Il Fondo europeo per gli investimenti (Fei) e il gruppo bancario Bper ieri, spiega una nota, «hanno firmato un accordo di garanzia a supporto delle piccole e medie imprese (pmi) e delle imprese a media capitalizzazione italiane ». Si tratta «del primo accordo in Italia che beneficia del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis)» a favore delle pmi. «Registriamo con piacere che i primi progetti del piano Juncker partano in Italia, è la dimostrazione che l’impegno produce risultati», è stato il commento del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
In realtà già il 22 aprile, nell’ambito del piano, erano stati concessi 100 milioni di finanziamenti alla società dell’acciaio Arvedi per innovare gli impianti di produzione con la riduzione delle emissioni e dei consumi energetici.
Il nuovo accordo di ieri, spiega la nota, «permetterà al gruppo Bper, e in particolare a Bper Banca, Banco di Sardegna e Banca di Sassari, di mettere a disposizione delle imprese italiane innovative 100 milioni di euro di finanziamenti erogabili nei prossimi due anni». L’accordo «è tra i primi approvati dal Fei a beneficiare della garanzia dell’Unione europea attraverso il Fondo europeo per gli investimenti strategici ». In pratica, la banca metterà i soldi e l’Europa farà da garante. La Popolare Emilia Romagna potrà, poi, mettere a disposizione finanziamenti aggiuntivi a condizioni favorevoli.
Il Feis è uno strumento che può contare su 21 miliardi di dotazione (16 garantiti dal bilancio dell’Unione Europea e 5 dalla Bei) che dovrebbero, a loro volta, condurre a un effetto leva stimato in almeno 315 miliardi di investimento sia pubblici sia privati nel triennio dal 2015 al 2017. Il Feis è la colonna portante del piano Juncker, che prende il nome dal presidente della Commissione Europea, Jean-Claude, ed è stato presentato dalla il 26 novembre 2014 a Strasburgo.
Il Feis, tuttavia, non è ancora operativo (era previsto lo diventasse a metà dell’anno in corso), motivo per cui il comunicato di ieri precisa che l’accordo con Bper «è stato siglato prima dell’istituzione formale del Feis, a testimonianza dell’impegno del gruppo Bei nel fare fronte alle richieste degli Stati membri, della Commissione europea e del Parlamento europeo di un rapido avvio di iniziative concrete nell’ambito del Feis, con l’obiettivo di velocizzare i finanziamenti e di garantire un’operatività in grado di accrescere occupazione e crescita nell’Unione europea».
Negli ultimi tempi, infatti, era montata più di una polemica circa l’effettiva possibilità per l’Italia di beneficiare delle risorse del fondo.
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