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L’ Ivass a Generali: rivalutare l’azione contro gli ex manager

Ivass chiede alle Generali di rivalutare l’azione di responsabilità contro Giovanni Perissinotto e Raffaele Agrusti. Lo ha comunicato ieri sera la compagnia assicurativa, informando che il 30 ottobre scorso l’Autorità di vigilanza ha chiesto al gruppo guidato da Mario Greco di riprendere in esame l’intera vicenda. In particolare, ha invitato le Generali a fare in modo che «il comitato controllo e rischi esprima una nuova valutazione sui fatti» per poi sottoporla «all’esame del consiglio di amministrazione che dovrà pronunciarsi nuovamente in merito all’azione di responsabilità nei confronti di Giovanni Perissinotto e di Raffaele Agrusti, motivando adeguatamente la decisione assunta». Inoltre, il cda, a valle degli approfondimenti sui così detti investimenti alternativi, «previo parere del comitato per la remunerazione» dovrà esprimere «una valutazione sull’adeguatezza del trattamento di fine rapporto» di Agrusti e di Perissinotto «considerando anche l’eventualità di ricorrere all’applicazione di clausole di claw-back» ovvero «ad altre iniziative di recupero». Riguardo a tutto ciò «il collegio sindacale» dovrà esporre «le proprie autonome valutazioni in merito alle anzidette deliberazioni consiliari».
Insomma Ivass riapre il caso Agrusti-Perissinotto. Con Agrusti che ieri in serata ha subito replicato: «Apprendo con sorpresa i contenuti del comunicato stampa di Generali, avendo piena coscienza di aver sempre operato, nell’ambito ben definito delle mie competenze, con la massima correttezza e nel solo interesse della compagnia. Rilevo, coerentemente con quanto indicato dal cda, che non è possibile individuare alcun profilo di responsabilità a mio carico proprio in quanto ho sempre operato nei limiti dei poteri a me conferiti e in puntuale condivisione con il cda e i soci che hanno sempre dimostrato, anche a seguito della mia annunciata uscita dal gruppo, attestati di stima per il mio operato a favore e nell’esclusivo interesse del gruppo».
Detto ciò Generali si prepara a riesaminare tutte la carte a disposizione. Carte che, come comunicato dalle Generali in risposta a un preciso quesito Consob, finora hanno spinto il gruppo a non muovere alcun passo contro i due ex manager. Questo perché, sulla base del parere legale acquisito dalla compagnia «è risultato escluso qualsiasi profilo di rilevanza penale nei comportamenti emersi»; quanto alla possibile rilevanza sul piano civilistico «l’analisi condotta ha portato alla decisione di non procedere, allo stato, a possibili azioni risarcitorie principalmente in considerazione della difficoltà di collegare le irregolarità emerse a danni risarcibili a norma di legge». Tanto più considerato che al momento alcuni investimenti oggetto di indagine «non sono ancora giunti a scadenza, anche se, quando necessario, a fronte delle perdite prevedibili sono state iscritte le dovute svalutazioni, nonché dei possibili impatti reputazionali». Dello stesso avviso anche il collegio sindacale che ha ritenuto, supportato da altro parere legale, «che gravasse sulla società un articolato insieme di oneri probatori, che presentava profili di incertezza alla luce degli esiti delle verifiche svolte dalla società anche con l’ausilio dei propri consulenti». In virtù di questo il collegio sindacale ha «deliberato all’unanimità di non ritenere allo stato sussistenti, sulla scorta delle informazioni disponibili, i presupposti necessari per promuovere in via autonoma l’azione di responsabilità nei confronti di Giovanni Perissinotto e di Raffaele Agrusti».
Sempre per rispondere a Consob, il gruppo ha anche alzato il velo sulla buonuscita di Agrusti. Nel dettaglio, si è appreso che lo scorso 11 ottobre il manager ha accettato una risoluzione del contratto che avrà un onere complessivo a carico della compagnia di 6,1 milioni di euro. Al contempo, il collego sindacale ha rilevato nell’accordo «l’assenza di rinunce o manleve da parte della società a favore» di Agrusti.
Di questo si è discusso nel consiglio di amministrazione tenuto ieri sera che ha approvato, tra l’altro, i risultati dei primi nove mesi che verranno diffusi nella prima mattinata di oggi. Secondo le stime degli analisti l’utile dovrebbe essere in crescita a 1.543 milioni, il combinend ratio è atteso al 95,2% e il Solvency ratio al 144%. Il risultato operativo è visto a 3.390 milioni. Il faro, in ogni caso è già puntato sull’investor day che si terrà a Londra a fine mese e sui possibili aggiornamenti in tema di dismissioni, Bsi in testa.

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