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L’ Abi alla task force: «Migliorare le procedure informatiche»

Interventi di semplificazione normativi e tecnici : sono questi i punti portati dall’Abi all’attenzione alla task force Mef, Mis, Bankitalia, Sace e Mcc che si è riunita ieri. E tra questi c’è la questione dei collegamenti con il portale del fondo per le Pmi che ancora fanno fatica ad andare a regime. Il punto è stato fatto in queste ore, ormai a circa due settimane dell’avvio delle procedure per inoltrare al fondo le domande e avere il via libera per le garanzie pubbliche. Quello che sta accadendo in queste ore è che alcune banche, qualcuna anche più grande, non è dotata dei sistemi informatici in grado di dialogare in modo rapido ed efficace con il portale del fondo per le Pmi e quindi incontra difficoltà (sistema che si impalla, connessione che cade) quando si tratta di disporre i cosiddetti invii massivi, che fanno perno su tracciati informatici indicati dal fondo. Le banche che avevano in passato maggiori occasioni di interfacciarsi con il fondo non hanno grandi difficioltà a fare gli invii, le altre faticano. La situazione è più semplice di notte, quando la disponibilità di connessione è maggiore. Mentre le domande inserite manualmente, una per una, richiedono un percorso laborioso perché vanno compilate parecchie informazioni. Da qui l l’esigenza di cercare una soluzione che possa rendere ancora più efficaci gli sforzi sinora sostenuti da tutte le parti coinvolte nel processo previsto dal decreto Liquidità. Non solo per i prestiti fino a 25 mila euro, ma anche in vista dell’incremento delle domande per i crediti sopra i 25 mila euro (ieri erano 130 mila le domande arrivate al fondo). E qui entra in gioco un altro aspetto, quelle delle semplificazioni, ma anche della certezza dei comportamenti, sui quali da giorni Abi concentra l’attenzione per richiedere misure che sono essenziali per ottenere una velocizzazione dei prestiti i quali altrimenti potrebbero segnare il passo. In primis l’autocertificazione, o meglio la sua estensione ai crediti sopra i 25 mila euro e fino a 800 mila euro. Il governo ne h a riconosciuto la necessità per accelerare i finanziamenti, ma all’atto pratico non si capisce in quale provvedimento e come debba atterrare. Ha fatto la sua comparsa negli emendamenti al decreto Liquidità (ora in fase di conversione, ma per avere la legge approvata si arriverà a fine mese) . Poi è spuntata anche nel decreto Rilancio, per poi vedere cancellati gli articoli che la introducevano. Ora pare destinata a essere introdotta con il decreto Liquidità: ci vorrà più tempo (con il decreto Rilancio poteva entrare in vigore a metà mese) ma almeno quando sarà approvata lo sarà in modo definitivo. Infine l’estensione dell’esenzione dal reato di bancarotta (previsto dall’articolo 217 della Legge Fallimentare per i prestiti alle imprese in concordato) ai prestiti garantiti dallo Stato. Un provvedimento di coerenza legislativa, fondamentale per superare ogni remora sull’erogazione dei crediti. Ma per ora nelle norme in approvazione non v’è traccia.

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