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L´allarme di Passera sulla crescita “In 28 milioni colpiti dalla crisi”

TRENTO – Se i membri del governo Monti sostengono che non si debba mentire agli italiani sulla gravità della crisi economica, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera non fa eccezione: «Ogni giorno mi chiedo con ansia cosa si possa fare per rilanciare la crescita. Perché è un dramma che in Italia riguarda almeno 28 milioni di persone, se consideriamo almeno altri tre familiari per i 7 milioni di non occupati, cassaintegrati o con lavori saltuari».
Un quadro che di ottimistico ha poco quello tracciato da Passera intervenuto ieri alla giornata conclusiva del festival dell´Economia di Trento: a prendere per buoni i suoi calcoli, questo significa che quasi un italiano su due ha motivo di essere altrettanto ansioso per il suo futuro. Del resto, soltanto il giorno prima la sua collega Elsa Fornero, titolare del Welfare, invitata a parlare dei prossimi provvedimenti sulla spesa sociale aveva avvertito: «Il tempo del rigore non è finito, non ci saranno tagli, ma razionalizzazioni là dove stiamo spendendo male i fondi pubblici». Lacrime e sangue, dunque. Ma anche la promessa che a pagare non saranno solo i lavoratori. Pure coloro che dalla crisi dovrebbero aver guadagnato. Il ministro dello Sviluppo si è impegnato a nome di tutto l´esecutivo: «Ci sono tanti cittadini – ha spiegato – che giustamente pensano che la Tobin Tax sia una buona riserva di recupero fiscale. Ora posso dirlo anch´io: lo pensavo anche quando facevo il banchiere. Credo che la tassazione delle transazioni finanziarie sia una cosa di cui si possa parlare senza creare problemi in Europa».
I fondi così ricavati sarebbero quanto mai necessari per ridare slancio alle economie più colpite, quelle dell´area del Mediterraneo. «Nonostante tutto – aggiunge con un pò di ottimismo – le nostre imprese hanno ripreso a esportare, con una crescita in doppia cifra. Per questo abbiamo messo a disposizione 16 miliardi per raddoppiare il numero di imprese che sbarcano sui mercati esteri». Questo per cominciare, poi mette sul piatto «i 20 miliardi di euro per il fondo di garanzia che consente alle piccole e medie imprese di accedere al credito bancario. Ed ecco perché abbiamo cominciato a sbloccare i debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle aziende che hanno realizzato grandi o piccole opere, ma che non sono state liquidate».
Ma il rilancio economico non può che passare da un forte intervento dello Stato. Per regole nuove che aprano alla concorrenza: «Abbiamo liberalizzato ulteriormente il mercato dl gas – ha ricordato – con un provvedimento impensabile fino a pochi anni fa, come la separazione tra Eni e Snam». E arriverà un ulteriore impulso investendo nel settore dell´energia: «Mettiamo 160 miliardi per i prossimi 10 anni per superare l´obiettivo del 20% di energia da rinnovabili e per puntare sull´efficienza e il risparmio energetico degli edifici. Ora punteremo sulle filiere legate all´agricoltura». Un annuncio che fa presagire un prossimo intervento per favorire le biomasse.
Passera ha parlato al Teatro Sociale ed era inevitabile che dovesse affrontare una domanda dal pubblico sul cantiere della Tav, anche per la presenza all´esterno di un gruppo di contestatori del progetto. «È un´opera utilissima e necessaria, il cui costo ricade solo per 2,8 miliardi sull´Italia dei complessivi 8,3. Il progetto è stato rivisto e deve continuare: è utile all´Italia ma anche a tutta l´Europa».

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