Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

“L´addio all´euro non sarebbe un dramma”

ROMA – «La sconfitta della Merkel è un importantissimo fatto politico. Ma anche ammesso che la cancelliera sia indebolita, chi ci assicura che la politica tedesca verso l´Europa cambierà?» Michael Spence è forse il più europeo fra gli economisti americani: docente alla New York University, visiting professor alla Bocconi, segue con attenzione i tormenti dell´Eurozona. Premiato con il Nobel nel 2001 per gli studi sulle informazioni asimmetriche nei mercati, ora valuta l´«asimmetria» politica tedesca.
Si può parlare di effetto Hollande in Nordreno-Westfalia?
«Starei attento. Il voto ha sì una valenza politica, ma su di esso hanno influito in modo decisivo le vicende interne a partire dalle rivendicazioni sindacali in una zona a forte vocazione industriale e altrettanto solida tradizione socialista. È sbagliato affrettarsi a concludere che la Germania svolta a sinistra. Ma il punto è che resta da vedere l´atteggiamento in Europa di un´ipotetica Germania dove dal 2013 saranno al potere i socialisti».
Non saranno più attenti alla crescita, come promettono di essere i loro colleghi francesi?
«Vediamo cosa dice domani Hollande alla Merkel. Secondo me dirà meno di quanto ha assicurato in campagna elettorale. Il problema è che i tedeschi, tutti i tedeschi, sono conservatori, ossessionati dalla paura dell´inflazione per i fantasmi del passato, e categoricamente intenzionati a tenere il punto: nessuna concessione verso i Paesi europei meno fiscalmente corretti, Italia e Spagna anzitutto, finché questi non avranno avviato in modo convincente le riforme richieste e conseguito un´affidabile solidità di bilancio. È la linea della Merkel, che negli ultimi giorni è arrivata a non escludere gli eurobond subordinati però alle altre condizioni, e sarà quella della Spd. Non dimenticate che quando furono intraprese le decise riforme post-riunificazione che portarono la Germania all´attuale forza, al potere c´erano i socialdemocratici di Schroeder. Se torneranno non faranno che ribadire le posizioni della Cdu. Niente illusioni: nessun regalo per la crescita».
Lei parlava di Italia e Spagna. Ma la Grecia?
«È un caso a parte. Ritengo che lo stesso governo di Berlino stia convincendosi che sia inevitabile il distacco di Atene dall´euro. Peraltro, non credo agli scenari apocalittici che vengono dipinti e sono propenso ad ascoltare le previsioni della Bce che parlano di un´uscita della Grecia senza drammi. A meno di un devastante e concertato attacco speculativo contro l´euro, ma in quel caso occorre dar fiducia alle difese architettate dai governi e dalla stessa Bce. E poi, se accadrà sarà ininfluente se la Grecia ci sarà o no. In tutto questo, va ricordato che la Germania porta la responsabilità di aver bloccato un salvataggio che un anno e mezzo fa era ancora possibile a costi ragionevoli. Ora non più».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa