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Kindle, il tocco di Amazon contro Apple

Dalla scorsa settimana Kindle Touch è in vendita anche nel nostro Paese. Il nuovo eReader di Amazon è l’evoluzione della specie in fatto di lettori per libri digitali, gli eBook (vedi anche altro articolo a pagina 10). È il modello più evoluto da quando, nel novembre 2007, venne messo in vendita il primo Kindle. E, come da consuetudine, l’azienda guidata da Jeff Bezos fa affidamento sul web: gli impazienti che lo avevano prenotato online, hanno avuto la consegna garantita sull’uscio di casa entro 48 ore. Gli altri lo troveranno sugli scaffali dei computer store al prezzo di 129 euro (solo Wi-fi) e 189 euro (Wi-fi più 3G). La maggiore novità la svela il termine «touch» dopo il nome: da oggi, infatti, abbandonati tasti e cursore, i libri elettronici del Kindle Store si sfogliano con le dita sullo schermo da sei pollici.
Il risparmio energetico
Il display è realizzato con tecnologia a sfioramento, che fa uso di una speciale superficie sensibile ai raggi infrarossi, sulla quale spiccano i caratteri neri dei testi. Scritti grazie all’eInk, l’inchiostro elettronico che consente la lettura di libri (in bianco e nero) anche in presenza di forte luce incidente: vantaggio che elimina fastidiosi riflessi fastidiosi e rende Kindle un sistema che risparmia energia. Non c’è confronto su questo con i tablet: basta infatti la ricarica di un paio d’ore per garantire un’autonomia di lettura di due mesi, doppia rispetto al modello precedente.
E i contenuti? Sono oltre un milione i titoli disponibili nell’immensa libreria digitale di Amazon, di questi già 22 mila in italiano. E per scaricare un libro dal web bastano una decina di secondi. Già queste peculiarità differenziano il Kindle Touch dalle altre tavolette luminose sul mercato, primo tra tutti il nuovo iPad, per intendersi l’iPad3.
«Vietato riferirsi a Kindle Touch con il termine tablet, perché è un prodotto del tutto diverso — dice Martin Angioni, responsabile di Amazon Italia — non solo per gli aspetti tecnologici, ma anche per i contenuti e le motivazioni d’uso».
Le due domande
Di che cosa ho bisogno e che cosa ne faccio? Queste le domande che il consumatore si deve porre prima dell’acquisto di una tavoletta o un eReader. Se l’obiettivo è navigare sul web durante gli spostamenti, gestire contenuti multimediali e scaricare app, allora è bene scegliere un tablet. «Se, invece, si vuole un dispositivo per leggere libri e memorizzare testi personali — dice Angioni — allora la scelta giusta cade su Kindle». Sul fronte dei prezzi (vedi tabella), il lettore Amazon segna un punto a favore dell’iPad. Ma anche sui contenuti è così. Il New York Times ha stilato la classifica dei 100 libri elettronici più venduti negli Usa. Ebbene, 60 di questi erano ai primi posti nel Kindle Store, con un prezzo del 30-35% inferiore agli stessi acquistati sull’iBookstore di Apple. Per quanto riguarda i titoli in italiano? I prezzi degli eBook, sempre inferiori ai volumi cartacei, sono allineati con le maggiori librerie e distributori online come Ibs, Bol, Feltrinelli, BookRepublic, Edigita e Simplicissimus.
L’accordo con Vodafone
Rispetto ad altri eReader, l’azienda di Seattle fornisce su Kindle Touch la connessione gratuita 3G. È frutto di un accordo con Vodafone che garantisce la copertura in 100 paesi con Amazon.com, per scaricare libri senza copertura Wi-fi. Tuttavia, anche il nuovo gioiello di Jeff Bezos può migliorare. Manca, ad esempio, un semplice accelerometro per la rotazione automatica delle pagine quando si passa dalla posizione verticale a quella orizzontale. Inoltre il lettore di testi (tex to speech) funziona solo in inglese, speriamo venga localizzato in italiano. Infine, benché sia prevista la navigazione web in modalità Wi-fi, risulta difficoltoso gestire i link dei siti.
Ma è probabile che Amazon tenga in serbo queste modifiche per i nuovi modelli del Kindle Fire, il tablet a colori da 7 pollici (già in vendita negli Usa a 199 dollari) che, abbandonata la tecnologia eInk, allargherà a contenuti come musica e video. In Italia dovrebbe arrivare in autunno. Ma, anche in questo caso, Amazon punta a un modello di business diverso da Apple, più rivolto alla vendita di contenuti online, che allo sviluppo di dispositivi elettronici. Vedremo se Bezos sarà capace di insidiare il tablet della Mela.

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