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Katainen all’Italia “Bene le riforme flessibilità sul deficit”

L’Europa promuove le riforme del governo italiano. È questo il messaggio che il vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, porta a Roma durante la visita studiata per presentare il nuovo piano di investimenti da 315 miliardi varato a dicembre da Bruxelles destinato a diventare operativo a giugno. Giudizi positivi, per una volta non mitigati da un richiamo sui conti, tanto che nel governo dopo gli incontri con l’ex premier finlandese – al quale Juncker ha affidato la crescita, l’occupazione e gli investimenti – aumenta l’ottimismo sui prossimi esami che l’Italia dovrà affrontare in Europa.
Katainen nella sua visita a Roma incontra Padoan, Gozi, la Guidi e Orlando. E di fronte alle commissione Bilancio, Attività produttive e Lavoro di Camera e Senato promuove la riforma del lavoro: «So che la questione è controversa, ma il Jobs Act aiuterà ad assumere le persone ed è più equo verso i giovani». Incontrando invece il Guardasigilli Andrea Orlando il responsabile Ue promuove la riforma della giustizia civile affermando che «è un esempio perfetto di riforma che avrà certamente un impatto positivo per creare un ambiente favorevole alle imprese e che attiverà investimenti sostenibili». In generale, aggiunge Katainen, «tutte le riforme del governo italiano sono giuste e importanti, aumenteranno la competitività », tra le principali debolezze che la Commissione da anni chiede a Roma di correggere. Un giudizio positivo che Katainen – dal suo arrivo a Bruxelles protagonista di una metamorfosi che lo ha trasformato da falco del rigore a colomba rinforza raccontando che «anche gli operatori privati», ovvero i potenziali investitori, guardano con interesse alle riforme italiane.
Dopo gli incontri con Katainen, l’ottimismo del governo in vista dell’esame Ue sui conti italiani di marzo si rinforza, tanto più dopo l’approvazione delle nuove regole sulla flessibilità approvate martedì scorso dalla Commissione. La previsione dell’esecutivo a questo punto, grazie al mix riforme e flessibilità, è che Bruxelles non ci chiederà una manovra aggiuntiva e tanto meno metterà il Paese sotto tutela tramite una procedura. Anzi, con ogni probabilità Roma potrà anche spendere qualche miliardo in investimenti. Non a caso ieri il vicepresidente finlandese ha confermato: «È possibile che l’Italia possa usare la clausola sulla flessibilità».
Dopo che il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, martedì a Strasburgo aveva ringraziato la spinta politica italiana su investimenti e flessibilità ammettendo che ha aiutato Bruxelles ad agire rapidamente (il nuovo esecutivo Ue si è insediato a novembre), anche Katainen ammette: «Sì, sulla flessibilità è cambiato l’atteggiamento politico, prima dovevamo recuperare la fiducia dei mercati e rafforzare le finanze pubbliche, oggi non c’è più panico e si può iniziare a ripensare il futuro». Per il segretario agli Affari europei, Sandro Gozi, «è un ringraziamento al governo italiano per l’insistenza con cui fin da giugno ha posto al centro del dibattito il tema di una nuova politica economica europea». Ora per Katainen «in Europa abbiano tutti disperatamente bisogno di crescita e il motore sono gli investimenti », anche se il piano Juncker da 315 miliardi «non è la bacchetta magica che risolve tutti i problemi del mondo, visto che la maggior parte delle medicine per creare lavoro devono essere prese dai singoli governi ». Le riforme appunto, oppure nel caso italiano anche «l’elevata pressione fiscale che grava sulle imprese e che è uno dei tipici problemi nelle mani dei vostri politici».
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