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Jp Morgan si arrende, sui mutui subprime multa da 13 miliardi

NEW YORK — Una multa record da 13 miliardi di dollari. È quanto dovrà pagare JP Morgan, il colosso bancario- finanziario americano (90 milioni di clienti, prima banca degli Stati Uniti per assets, seconda al mondo dopo Hsbc) per chiudere la lunga disputa legale con il governo Usa sui mutui subprime. L’accordo tra JPMorgan e Dipartimento di Giustizia — rivelato sabato con un tweet dal Wall Street Journal e ripreso ieri dallo stesso quotidiano e da altri media americani — è arrivato dopo una serie di telefonate tra l’Attorney General Eric Holder, il suo vice Tony West e il principale avvocato della banca Stephen Cutler.
Sia il Dipartimento di Giustizia che la JP Morgan non hanno voluto commentare la notizia. L’accordo deve essere infatti ancora completato in alcune delle sue parti, con una serie di dettagli ancora da discutere prima che venga dato l’annuncio ufficiale. Si tratterà in ogni caso del patteggiamento più costoso mai raggiunto dal governo americano con una singola società, superiore di due miliardi alla cifra prevista da media ed analisti fino a pochi giorni fa. L’intesa con il governo Usa non riguarderebbe però le pendenze penali della banca, legate a un’inchiesta diversa da parte del Tribunale di Sacramento, in California.
Secondo il Wsj su questo punto non è stato trovato alcun accordo. L’indagine del tribunale californiano potrebbe finire con incriminazioni individuali per alcuno manager (o ex) della banca e farebbe lievitare ulteriormente la multa da pagare.
Secondo i media Usa, quattro dei tredici miliardi di dollari verrebbero versati da JP Morgan alla Federal Housing Finance Agency (l’autorità federale che vigila sul mercato dei mututi), altri quattro andrebbero versati (come risarcimento) ai consumatori e cinque miliardi sarebbero le penali vere e proprie. La vicenda dei “mortgages-backed securities” (i prodotti strutturati coperti da mutui) risale al 2006, due anni prima dell’inizio della crisi, quando la JP Morgan ha iniziato a sponsorizzare e vendere mutui ipotecari nascondendo ai clienti la verità sulla qualità “ad alto rischio” di questi prodotti finanziari. Un inganno — secondo le indagini del governo Usa — che venne compiuto anche nei confronti di Fannie Mae e Freddie Mac, le due società che diventarono il simbolo del disastro dei subprime.
La supermulta alla JP Morgan potrebbe avere dei riflessi indiretti anche sul nostro Paese, quanto meno dal punto di vista della reputazione. La banca americana — insieme ad altri colossi finanziari come Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup e Bank of America — ha infatti in mano molti contratti derivati con l’Italia. Ed è uno degli “specialisti” sul nostro debito, vale a dire fa parte del gruppo di banche che gestisce in prima persona il collocamento dei nostri titoli durante le aste delle varie scadenze del debito e quindi decisivo nel determinare i tassi d’interesse del nostro debito. Con le spese legali e le multe per i vari processi in corso (ultimo il caso della cosiddetta Balena di Londra) il gigante bancario Usa ha già speso oltre nove miliardi di dollari, che gli hanno fatto chiudere il terzo trimestre con un bilancio in rosso per 308 milioni di dollari.

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