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JP Morgan, 2 miliardi per evitare il processo nello scandalo Madoff

JP Morgan pagherà una nuova super-multa per i suoi «peccati» finanziari: oltre due miliardi di dollari, questa volta per archiviare il suo ruolo nello scandalo di Bernard Madoff.
La principale banca americana per asset – che ha terminato il 2013 con un conto da record in sanzioni, dai mutui irregolari alle scommesse irresponsabili sui derivati – comincia il nuovo anno scontando un altro grave caso che la perseguita: il silenzio, ritenuto colpevole dagli inquirenti, sulla truffa del secolo perpetrata da Madoff. Una truffa ai danni agli investitori da 18 miliardi, che salgono a 65 quando si sommano i rendimenti promessi quanto fasulli. JP Morgan, infatti, era stata per decenni la principale banca alla quale si appoggiava Madoff per gestire la rete di operazioni e sospetti sulle pratiche del grande truffatore erano affiorati tra i funzionari.
La cifra dell’accordo, che potrebbe essere annunciato già oggi, è stata riportata sia dal Wall Street Journal che dal New York Times. Il procuratore federale di Manhattan Preet Bharara, impegnato in una crociata contro i reati finanziari che lo ha visto perseguire anche grandi casi di insider trading, firmerà con JP Morgan un cosiddetto patto di «deferred prosecution», il congelamento di qualunque incriminazione in cambio della penale e di garanzie che la banca non incorrerà in ulteriori violazioni e rispetterà prescritti criteri di governance. Le autorità dovrebbero evidenziare generali carenze di controlli interni nell’istituto che vanno al di là dello scandalo.
Buona parte dei fondi della multa verrà dirottata a favore delle vittime della truffa, che ha visto cadere nelle sue maglie migliaia di investitori grandi e piccoli. Sotto il profilo dei ministeri e degli enti che rastrelleranno le sanzioni, il Ministero della Giustizia incasserà 1,5 miliardi mentre il restante verrà raccolto dal Dipartimento del Tesoro attraverso l’Office of the Comptroller of the Currency, uno dei regulator bancari, e l’ufficio anti-truffa del Financial Crimes Enforcement Network.
La nuova penale aumenta ancora il salato conto ormai pagato da JP Morgan alla finanza facile e troppo aggressiva: sul finire dell’anno scorso l’istituto aveva accettato di versare 20 miliardi per chiudere inchieste su una serie di scandali, da titoli troppo rischiosi legati ai muti a perdite sui derivati del credito sofferte dal suo ufficio britannico, il caso della Balena di Londra. L’accelerazione degli accordi non è casuale: il 14 gennaio la banca riporterà il bilancio del quarto trimestre del 2013 e intende risolvere piu’ vicende legali possibili entro quella data per evitare ripercussioni sul business. «Dobbiamo lasciarci alle spalle alcune di queste vicende in modo da poter continuare il nostro lavoro» ha detto di recente l’amministratore delegato Jamie Dimon, un tempo il banchiere più influente a Washington e oggi il più controverso. «Il nostro compito è quello di servire i clienti a livello mondiale».
Nella vicenda Madoff, il Dipartimento della Giustizia e l’Fbi hanno messo nel mirino i mancati allarmi formali da parte dell’istituto, che avrebbe dovuto inviare un cosiddetto cosiddetto SAR (Suspicious Activity Report) alle autorità statunitensi visti i crescenti sospetti interni di irregolarità. Tanto più che JP Morgan aveva riportato i suoi sospetti, invece, alle authority britanniche e che ogni anno deposita fino a 200.000 SAR. La banca in passato ha però sempre negato di essere stata al corrente della truffa.

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