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Jobs: Apple crescerà con la «nuvola»

di Antonio Dini

«Se pensate che non facciamo sul serio su queste cose, avete torto». Steve Jobs chiude così uno dei suoi keynote più lunghi, la presentazione a cinquemila sviluppatori (che hanno pagato 1.595 dollari per poter seguire il Ceo di Apple per due ore) e che prepara il rilancio di Apple nel settore dei servizi attraverso internet mentre taglia definitivamente il cordone ombelicale tra Pc, iPad e iPhone, oltre a segnare anche la possibile fine del mouse nei computer.

Seguendo la tradizione dei prodotti e servizi di Apple, anche questa nuova era ha una "i" che la precede: iCloud, la "nuvola" della rete. «Dopo dieci anni da quando abbiamo capito che il Pc era il centro dello stile di vita digitale, dove archiviare foto, musica e film, adesso abbiamo capito che il Mac o Pc è come un iPad: il vero centro si sposta in rete, nella nuvola, che è molto di più che un disco rigido su Internet», ha detto uno Steve Jobs molto dimagrito e ancora in convalescenza (per la terza volta in sette anni) a causa di continui problemi di salute. Sul palco del Moscone Center di San Francisco Jobs si è risparmiato, dandosi in realtà spesso il cambio con i suoi colonnelli (Phil Schiller, Scott Forstall e altri) per presentare agli sviluppatori della WWDC 2011 non solo le funzionalità di iCloud, ma anche della prossima versione del sistema operativo per iPhone e iPad, iOS 5, e del sistema operativo per Mac, 10.7 Lion.

Con iCloud, che rende gratuito il precedente servizio di posta, calendari e rubrica via internet MobileMe, Apple sfida i colossi come Google e Amazon che nelle scorse settimane hanno messo la musica in rete. Il cloud computing, un mercato che varrà 145 miliardi di dollari in tre anni, è l'unico anello debole della catena di successi commerciali di Apple che nel 1998 aveva una capitalizzazione di mercato di 3,5 miliardi di dollari e che oggi ne vale 317,8, più di Microsoft e Intel sommate (316,7 miliardi) grazie soprattutto ai 200 milioni di apparecchi basati su iOS (iPhone e iPad). E ai 225 milioni di utenti registrati con carta di credito ai suoi servizi che hanno scaricato 14 miliardi di applicazioni, per un totale di 2,5 miliardi di dollari di guadagni per gli sviluppatori indipendenti. Con iCloud (disponibile in versione limitata da subito e a pieno regime dal prossimo autunno, assieme a iOS 5) è possibile avere sempre gli stessi contenuti su iPhone, Mac, Pc, iPad, senza alcuno sforzo da parte degli utenti. Per la musica, Apple propone un abbonamento annuale da 24,99 dollari, Music Match, che consente di riconoscerla sul proprio computer e vederla automaticamente disponibile per tutti i propri apparecchi.

Ma il cambiamento più profondo è nella nuova versione dei dispositivi post-Pc: gli iPhone e gli iPad, che da adesso si possono utilizzare senza Pc o Mac. «Ci siamo accorti che vendiamo in Paesi dove la gente non ha un Pc», ha detto Jobs, mentre sullo schermo comparivano le statistiche: il 70% degli utenti cinesi e il 30% di quelli italiani comprano iPhone senza avere un proprio Pc. Ecco quindi un sistema operativo come iOS 5, disponibile gratuitamente dal prossimo autunno anche per gli iPhone e iPad esistenti, che permette di attivare, gestire, sincronizzare e persino fare backup (la copia di sicurezza dei dati) sempre senza fili, sia sugli altri apparecchi che su internet grazie a iCloud. Tutto gratis. Con l'aggiunta di un servizio di messaggeria gratuita tra i 200 milioni di apparecchi iOS che suona come un colpo sferrato ai Blackberry di Rim, gli unici finora ad avere una simile (ma più limitata) funzionalità.

Il futuro del Mac? Senza mouse, o quasi. Perché anche Lion, la settima versione in dieci anni del sistema operativo per Mac utilizza soprattutto i gesti per muoversi liberamente tra funzionalità e fa somigliare il Mac sempre più a un iPad o a un iPhone. «C'è anche una nuova app per semplificare la vita a chi passa da Windows a Mac», dice Jobs. E il tasso di crescita dei prodotti Apple (crescita del 20% da tre anni a fronte di una crescita del mercato Pc del 2%) fa pensare che, anche questa, sarà un'applicazione molto popolare.

 

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