Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Jobs act, più flessibile l’utilizzo dei contratti di solidarietà

Rivedere «l’ambito di applicazione e le regole di funzionamento» dei contratti di solidarietà (per ridurre le rigidità sulle nuove assunzioni). Introdurre modalità semplificate per garantire «data certa» e «autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore» in caso di dimissioni in bianco, ma anche per assicurare (alle imprese) «la certezza della cessazione del rapporto nel caso di comportamento concludente in tal senso del lavoratore».
Condizionare la remunerazione delle agenzie per il lavoro (o degli altri operatori accreditati) «all’effettivo inserimento» del beneficiario di strumenti di sostegno al reddito. Il sottosegretario, Teresa Bellanova, ha depositato ieri in commissione Lavoro del Senato un emendamento del Governo (contratti di solidarietà) e sei riformulazioni di emendamenti dei gruppi parlamentari al ddl delega sul «Jobs act».
Le modifiche presentate, con i correttivi dell’Esecutivo, non toccano l’articolo 4 del provvedimento sul codice semplificato del lavoro e la sperimentazione, nella fase di inserimento, del contratto a tutele progressive, il cui esame in sede referente non è quindi ancora iniziato in attesa di un nuovo vertice di maggioranza che dovrà trovare una sintesi tra le diverse posizioni all’interno della compagine governativa.
A incalzare l’Esecutivo ad avere «più coraggio» nella semplificazione della regolazione del lavoro è però il relatore, e presidente della commissione Lavoro di palazzo Madama, Maurizio Sacconi: «Nel momento in cui tutti conveniamo sull’opportunità di rafforzare le tutele attive e passive dei senza lavoro – ha spiegato Sacconi – bisogna avere il coraggio di ridurre drasticamente gli adempimenti connessi alla gestione dei rapporti di lavoro, come chiedono anche molti emendamenti del M5S. Ed è giunta l’ora di cambiare il contratto a tempo indeterminato rendendolo più conveniente ai datori di lavoro». Il termine per i subemendamenti all’emendamento del Governo sui contratti di solidarietà è fissato a lunedì prossimo. «Noi siamo pronti ad andare in aula a fine luglio, inizio agosto», ha detto Teresa Bellanova. Ma l’allungarsi dei tempi della discussione sulla riforma costituzionale potrebbe far slittare a settembre l’ok di palazzo Madama alla delega Lavoro. Maggioranza e Governo «avrebbero così più tempo per sciogliere con calma il nodo cruciale dell’articolo 4», ha commentato il giuslavorista, senatore di Sc, Pietro Ichino.
La modifica sui contratti di solidarietà, ha spiegato Bellanova, ha l’obiettivo di renderne più flessibile l’uso. La direzione è quella di consentire alle aziende di ridurre le ore di lavoro e, nel caso fossero necessarie, di fare nuove assunzioni di professionalità con diverse competenze, «aiutando quindi l’ingresso di giovani nel mondo del lavoro anche attraverso lo strumento dei contratti di solidarietà». Le altre riformulazioni presentate dall’Esecutivo riguardano il reddito minimo di inserimento da introdurre eventualmente «a favore dei nuclei familiari» dei lavoratori in disoccupazione involontaria in condizione di povertà e che non hanno più titolo a fruire dell’Aspi e una semplificazione delle norme per agevolare il collocamento delle persone disabili.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa