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Jobs act, ora si passa alla fase due

Jobs act al capolinea. Con l’approvazione degli ultimi quattro decreti legislativi infatti può dirsi terminato il percorso di attuazione del disegno di riforma del mercato del lavoro avviato circa un anno fa, con l’approvazione della legge delega n. 183/2014. In tutto otto decreti, per metà in vigore e per metà ancora in itinere, con molta probabilità ancora per tanto tempo: mancano una cinquantina di provvedimenti a rendere efficaci le nuove norme. La creazione dell’Anpal (agenzia nazionale per l’occupazione) e dell’Ispettorato unico sulla vigilanza, pertanto, resta per ora solamente un principio (sulla carta). Ma vediamo nei dettagli.

Servizi per l’impiego. Un primo decreto mira a riordinare il sistema delle politiche attive mediante, tra l’altro, la creazione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione (Anpal).

Tra i compiti affidati all’agenzia, c’è quello di realizzare il sistema informativo unico delle politiche del lavoro (in cooperazione con Inps e Inail) e di un portale unico per la registrazione della rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro.

Altro compito è quello relativo alla gestione dell’albo nazionale degli enti di formazione accreditati da regioni e province autonome, definendo altresì le procedure per il conferimento dei dati da parte delle regioni e province autonome.

In particolare, viene previsto l’obbligo per i soggetti che, a qualsiasi titolo, beneficino di contributi pubblici per lo svolgimento di attività di formazione, ivi compresi i finanziamenti dei fondi interprofessionali per la formazione e i fondi bilaterali per il lavoro in somministrazione, con modalità definite dall’agenzia, di conferire i dati relativi ai corsi di formazione aperti a una pluralità di soggetti a esclusione di quelli destinati a una platea predeterminata di soggetti; con cadenza mensile i dati individuali relativi alle attività formative avviate e realizzate e ai soggetti coinvolti.

Per la messa in opera, adesso, occorrono 18 provvedimenti che, secondo quanto indicato dal dlgs, dovranno arrivare al più entro 90 giorni.

Attività ispettiva. Il secondo decreto mira a razionalizzare e semplificare l’attività ispettiva in materia di lavoro e di contributi mediante, tra l’altro, l’istituzione di un’Agenzia unica e la standardizzazione dei poteri ispettivi delle diverse amministrazioni interessate: ministero del lavoro, Inps e Inail. Il nuovo «Ispettorato» ha personalità di diritto pubblico, autonomia di bilancio e di «poteri per la determinazione delle norme concernenti la propria organizzazione e funzionamento». La principale funzione risiede nel coordinamento, sulla base di direttive del ministro del lavoro, della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria. A tal fine, è tenuto a definire tutta la programmazione ispettiva e le specifiche modalità di accertamento e a dettare le linee di condotta e le direttive operative per tutto il personale ispettivo (compreso quello in forza presso Inps e Inail). Per la messa in opera occorrono sei provvedimenti che, in base a quanto indicato nel dlgs, dovranno arrivare al più entro 90 giorni.

Ammortizzatori sociali. È il decreto che riforma gli ammortizzatori in costanza di lavoro, cioè integrazioni salariali e nuove prestazioni dei fondi di solidarietà bilaterali (quelli relativi al welfare aziendale). Molte novità sono immediatamente operative (come indicato su ItaliaOggi la scorsa settimana); per il resto, occorrono dieci provvedimenti che, secondo quanto indicato dal dlgs, dovranno arrivare al più entro 90 giorni.

Semplificazione adempimenti. Ultimo decreto è quello di semplificazione degli adempimenti in materia di lavoro. Anche in tal caso, alcune novità sono di immediata efficacia e altre rinviate nel tempo. Per la completa messa in opera occorrono otto provvedimenti che, secondo quanto indicato dal dlgs, dovranno arrivare al più entro 180 giorni (6 mesi).

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