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Jobs act, i decreti al traguardo

Il presidente della Repubblica ha firmato ieri i decreti legislativi che istituiscono il contratto a tutele crescenti e il nuovo ammortizzatore sociale Naspi. I primi due provvedimenti attuativi del Jobs act saranno operativi il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, attesa per domani. Se verrà confermata questa tempistica, da sabato debutta il contatto a tempo indeterminato a tutele crescenti: per i neoassunti cambia la disciplina di tutela in caso di licenziamento illegittimo e, attraverso la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, la regola generale diventa l’indennizzo crescente (in base all’anzianità di servizio) al posto della reintegra.
Nei casi in cui non ricorrano gli estremi per il licenziamento economico di un lavoratore assunto con contratto a tutele crescenti, il giudice dichiara la cessazione del rapporto di lavoro, condannando il datore di lavoro al pagamento di un’indennità di importo pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione, con un tetto minimo di 4 e massimo di 24 mensilità. La stessa disciplina si applica per i licenziamenti disciplinari, tranne se viene dimostrata l’insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore (senza alcuna valutazione circa la sproporzione del licenziamento): in questo caso il giudice annulla il licenziamento, condannando il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore con il pagamento di un risarcimento che non può superare le 12 mensilità, con i contributi previdenziali e assistenziali. Anche per i licenziamenti collettivi, disposti in base alla legge 223/91, in caso di violazione delle procedure, scatta il pagamento dell’indennizzo e non la reintegra. Mentre per i licenziamenti discriminatori, nulli e intimati in forma orale (anche se collettivi), si conferma la reintegra.
Sul versante degli ammortizzatori, dal 1° maggio viene istituita la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (Naspi, al posto di Aspi e miniAspi) per i lavoratori disoccupati, con almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti, che possano far valere 30 giornate di lavoro nei 12 mesi precedenti. Ha una durata massima di 24 mesi (dal 2017 scendono a 18 mesi), con un importo massimo di 1.300 euro (dal quarto mese scatta una riduzione del 3% al mese), ma l’erogazione è condizionata alla regolare partecipazione ad iniziative di attivazione lavorativa. Per quanti, pur avendo beneficiato della Naspi, dovessero rimanere senza occupazione ed in una condizione economica di bisogno, ci sarà l’assegno di disoccupazione (Asdi), istituito in via sperimentale nel 2015, per una durata massima di 6 mesi, per un importo pari al 75% della Naspi (non oltre l’assegno sociale).
Per quest’anno è riconosciuta, inoltre, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (anche a progetto), iscritti in via esclusiva alla gestione separata. Viene disciplinato il contratto di ricollocazione finanziato con 50 milioni nel 2015 (20 milioni nel 2016): viene riconosciuta una “dote” individuale – proporzionata al profilo di occupabilità – spendibile preso i soggetti pubblici o privati accreditati, per ricevere un servizio di assistenza nella ricerca del lavoro. Il voucher potrà essere incassato dai soggetti accreditati solo a risultato occupazionale ottenuto.

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