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Il jobs act ha fatto calare le collaborazioni

Il jobs act ha fatto calare bruscamente le collaborazioni. Tra il 2015 (anno di approvazione della riforma del mercato del lavoro) e il 2016, infatti, i collaboratori a progetto sono calati del 54%. I collaboratori occasionali, invece, sono diminuiti del 59% e gli associati in partecipazione del 58%. I numeri sono elencati nel dossier statistico relativo agli andamenti della gestione separata per i lavoratori autonomi. Il documento, che sarà pubblicato sul sito dell’Inps, è stato elaborato per rispondere alle richieste del Comitato amministratore del Fondo parasubordinati. Il rapporto, titolato «Effetti del jobs act sulle collaborazioni», effettua una valutazione del mondo delle collaborazioni alla luce delle novità normative introdotte negli ultimi anni (in particolare riforma Fornero e, appunto, Jobs act).

Secondo i numeri riportati nel documento, in linea generale, il totale dei collaboratori aveva raggiunto quota 1 milione e 400 mila nel 2012 (anno di approvazione della legge Fornero). Nel 2016, invece, il numero di collaborazioni era arrivato a 917 mila, registrando un calo di più di 500 mila unità.

Nel rapporto vengono, inoltre, analizzati i dati relativi alle transizioni da collaboratori a dipendenti. In questo caso viene ampliato di due anni il periodo di tempo considerato; l’intervallo, quindi, va dal 2010 al 2016. «Con transizione si intende la traiettoria di un collaboratore che risulta lavoratore dipendente l’anno dopo l’ultimo anno di lavoro parasubordinato», si legge nel rapporto. Nel 2010 le transizioni sono state il 22,3 del totale dei collaboratori; nel 2011 sono stati il 23,3%, nel 2012 il 27,7, nel 2013 il 24,2 e nel 2014 il 24,6. Il picco più alto si è avuto nel 2015, dove su 1 milione e 100 mila collaboratori il 32% circa è diventato lavoratore subordinato. In netto calo la percentuale del 2016 (-21,7%) seguita, però, dal netto calo dei collaboratori sopracitato. Particolare attenzione viene data, successivamente, ai dati relativi al mercato femminile. Tra il 2012 e il 2016, infatti, «la quota di donne è diminuita ogni anno tra i collaboratori mentre è aumentata tra i professionisti. Le donne erano infatti nel 2012 il 41,8% tra i collaboratori e il 39,4% tra i professionisti. Nel 2016, invece, tali valori sono pari rispettivamente al 36,9% e al 42,7%.

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