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Jobs act, applicazione sprint

Applicazione in volata per il «Jobs Act»: sia il disegno di legge delega, sia i provvedimenti attuativi salteranno a piè pari la «vacatio legis» (di 15 giorni), entrando in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. A imprimere l’accelerazione alle norme che, in base all’orientamento del governo, dovrebbero risvegliare il mercato del lavoro, con l’introduzione, fra l’altro, del contratto a tempo indeterminato a protezioni crescenti per i neoassunti, è l’XI commissione di Montecitorio che, nelle ultime ore, approva le modifiche al testo, accantonato il braccio di ferro nella maggioranza fra Pd e Ncd. E, dunque, il mosaico del provvedimento si assembla, forte di una serie di correzioni che riguardano sì l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (che prevede che i licenziamenti nelle aziende con almeno 15 dipendenti siano validi soltanto se avvenuti per «giusta causa»), ma che vanno anche a delineare meglio il meccanismo dei controlli a distanza per il dipendente. Grazie all’emendamento del governo, si affronta la questione dell’interruzione del rapporto fra l’azienda ed il personale, fissando come primo «paletto» quello secondo cui, se l’incarico finirà per motivazioni economiche, non si avrà diritto alla ricollocazione, ma si potrà contare su un indennizzo «certo, e crescente con l’anzianità di servizio». Diversamente, in caso di licenziamenti ingiustificati e discriminatori, la carta della reintegra del posto rimarrà sul tavolo; tuttavia, si legge nel testo depositato dal sottosegretario al welfare Teresa Bellanova in Parlamento, occorrerà successivamente (con decreto delegato) definire le «fattispecie» che daranno diritto al rientro in servizio.

Nel corso dell’esame da parte dei deputati, entra anche una modifica riguardante la genitorialità, orientata alla «semplificazione e razionalizzazione degli organismi, delle competenze e dei fondi operanti in materia di parità e pari opportunità nel lavoro e riordino delle procedure connesse alla promozione di azioni positive di competenza» del dicastero di via Veneto «ferme restando le funzioni in materia di parità e pari opportunità della presidenza del Consiglio». E sempre il ministero guidato da Giuliano Poletti si incaricherà di seguire, passo dopo passo, le conseguenze della riforma: sarà, infatti, il Sistema permanente di monitoraggio e valutazione a concentrarsi prevalentemente sugli «effetti sull’efficienza del mercato del lavoro, sull’occupabilità dei cittadini e sulle modalità di entrata ed uscita nell’impiego».

Cambia, poi, la disciplina dei controlli a distanza, soltanto «sugli impianti e sugli strumenti di lavoro», fra cui, ad esempio i telefoni cellulari assegnati agli addetti che devono garantire la reperibilità all’azienda in cui operano. Si aggiunge, inoltre, nella delega una nuova voce nell’ambito dei congedi lavorativi: a beneficiarne saranno, all’occorrenza, le donne «inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza». Nella giornata di oggi, infine, la commissione voterà il mandato al relatore, presidente dello stesso organismo, Cesare Damiano (Pd), in vista dello sbarco in Assemblea domani e, nelle intenzioni dell’esecutivo, di un voto in tempi stretti, prima dell’esame della legge di Stabilità, all’inizio della prossima settimana.

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