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Ivass: più finanziamenti alle Pmi

Serve più coraggio nelle scelte di finanziamento dell’economia. È uno dei messaggi recapitati ieri al mondo delle assicurazioni dal presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi, nella relazione annuale dell’autorità di vigilanza sulle assicurazioni. «Agli investitori istituzionali, in particolare alle assicurazioni, si chiede ora da molte parti di giocare una partita più attiva. Al centro delle preoccupazioni c’è soprattutto quella molteplicità di Pmi che sarebbe in grado di sopravvivere alla crisi se solo ricevesse un flusso sufficiente di risorse finanziarie, risorse che le banche non sono a volte in grado di offrire perché gravate dal peso dei crediti deteriorati pregressi».
L’Ivass, tenendo conto dei vincoli derivanti dalla necessità di perseguire l’obiettivo della stabilità e dall’evoluzione della disciplina assicurativa europea nella direzione di Solvency II «è intervenuta per estendere le possibilità di finanziamento dell’economia da parte delle compagnie. A fine gennaio è stata ampliata la possibilità, in attuazione del credito legge “destinazione Italia” del 2013, di investire in strumenti come mini-bonds e attività cartolarizzate». Ma non basta. Due settimane fa sono state poste in pubblica consultazione nuove norme volte ad ampliare le possibilità d’impiego dei fondi, anche in strumenti concepiti per convogliare risorse verso piccole e medie imprese. Infine, anche il governo ha emanato norme per favorire le imprese piccole e medie, che coinvolgono anche le assicurazioni. Adesso occorre agire, ha fatto capire Rossi. «L’atteggiamento delle compagnie in materia di investimenti non tradizionali dei loro attivi è stato finora in generale molto cauto – ha sottolineato – e gli ampliamenti dei limiti introdotti a gennaio sono stati poco utilizzati. Le assicurazioni hanno l’opportunità di contribuire, con i necessari presidi di stabilità, a far evolvere la struttura finanziaria del Paese verso un assetto più adatto ai tempi che viviamo».
Ma ieri Rossi ha chiarito che che la fase di transizione al regime Solvency II è un banco di prova per le imprese assicurative ma anche per lo stile di vigilanza sul settore. «Dobbiamo tutti – ha detto Rossi – imprese e supervisori, rendere più spedita la nostra preparazione al nuovo regime». «Con Solvency II – ha spiegato – aumenterà l’efficacia della vigilanza. Saranno disponibili indicatori del rischio implicito in ogni voce dell’attivo e del passivo dell’impresa e standard di governance più robusti. I profili di rischio saranno più trasparenti».
Uno stile che è già cambiato con l’adozione di nuovi criteri per le ispezioni e un’attività sul campo rilevante. Dall’avvio dell’Ivass sono state portate a termine 26 ispezioni nei confronti delle compagnie assicurative e nella metà dei casi si sono concluse con giudizi sintetici «non favorevoli». Lo scorso anno, come si sa, è andata a regime la nuova vigilanza dell’Ivass, con l’impostazione della Banca d’Italia e in netta discontinuità rispetto al modus operandi dell’ex Isvap. Nove ispezioni hanno riguardato grandi compagnie. I problemi, indica Rossi, hanno riguardato soprattutto il governo societario, in alcuni casi anche carenze di solvibilità. Rossi non fa accenni diretti al caso Unipol-Fonsai; tuttavia in un passaggio sottolinea: «Collaboriamo pienamente e attivamente con la magistratura, in ogni circostanza».
Ma ieri non è mancato neanche un richiamo sull’Rc auto: le polizze sono ancora troppo care ed è necessario un intervento legislativo per affrontare il problema ha detto Rossi, che ha chiarito come solo cinque assicurati su cento pagano una Rc auto paragonabile, come tariffe, al premio medio europeo, pari a 250 euro. Tutti gli altri, in media, pagano un premio di 500 euro. Il dato emerge da un’indagine campionaria trimestrale sui premi effettivi Rc auto (Iper), in cui si evidenzia anche che nel mercato non c’è concorrenza: i primi cinque gruppi assicurativi detengono il 70% del mercato. «È da notare – ha commentato Rossi – che nel settore del credito le prime cinque banche detengono invece meno della metà della raccolta».

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