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Iva, troppi obblighi per chi opera con la Ue

di Gian Paolo Tosoni

Hanno ragione i lettori del «Sole» che, nelle proposte di semplificazione – oltre 1.400 suggerimenti – mettono in luce adempimenti fiscali eccessivi, in particolare in materia di Iva.
I modelli intra previsti dall'articolo 50, comma 6 del Dl 331/ 1993 sono obbligatori in Italia sia per le cessioni di beni che per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 7 ter del Dpr 633/1972. L'adempimento è previsto dalla direttiva comunitaria solo per le cessioni di beni e quindi limitatamente alle operazioni attive; invece i contribuenti italiani devono presentare i modelli intrastat per quattro categorie di operazioni: cessioni e acquisti di beni nonché per i servizi ricevuti e prestati.
Anche l'inserimento nel l'elenco Vies appare una inutile duplicazione del normale possesso della partita Iva. Lo ha previsto l'articolo 27 del Dl 78/10, che ha disposto che in sede di inizio attività il contribuente che intende effettuare operazioni intracomunitarie deve comunicarlo alle Entrate. Ciò consente l'introduzione delle partite Iva nella banca dati degli operatori intracomunitari. Se il contribuente effettua delle operazioni intracomunitarie prima che siano trascorsi trenta giorni dalla comunicazione l'operazione si intende interna. Peraltro con molte complicazioni: si pensi ad un acquisto di beni in un Paese comunitario con obbligo di assolvere l'Iva di quello Stato.
Anche nelle operazioni con San Marino vi sono adempimenti onerosi. Per esempio l'obbligo di annotare sul registro delle fatture emesse la data di ricevimento della fattura vistata dal l'Ufficio fiscale di San Marino è una inutile formalità; ma l'articolo 4 del Dm del 24 dicembre 1993 condiziona la non imponibilità a tale formalità.
Il problema del versamento dell'Iva, anche se non incassata, è stato parzialmente risolto dal l'articolo 7 del Dl 185/2008, che dispone che i contribuenti con volume di affari non superiore a 200 mila euro possono liquidare l'imposta nella liquidazione Iva relativa al periodo in cui il corrispettivo viene incassato.
In ordine alla gestione contabile dell'Iva è in arrivo una attività di tutoraggio da parte delle Entrate. L'articolo 10 del Dl 201/2011 prevede che per imprese e professionisti soggetti Irpef che si sottopongono ad un comportamento trasparente nei confronti delle Entrate riceveranno in cambio assistenza fiscale. Sarà facoltà dei contribuenti trasmettere all'Agenzia, in via telematica, i corrispettivi e le fatture di vendita e di acquisto, avendo cura di attivare un conto corrente bancario sul quale far transitare tutti i pagamenti ed incassi. Quale contropartita l'Agenzia procederà a effettuare le liquidazioni Iva e a predisporre il modello F24 di versamento. In questo caso il contribuente sarà sollevato dall'obbligo della dichiarazione annuale Iva e quindi dalla comunicazione dati.

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