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Iva, sportello unico on-line

Scacco a complicazioni e frodi Iva sul commercio elettronico in quattro mosse. Sportello unico online per ridurre gli adempimenti delle imprese venditrici, snellimenti per le start-up, eliminazione dell’esenzione sulle piccole importazioni e parità di aliquota tra pubblicazioni cartacee e digitali. Misure che mirano da un lato a semplificare il sistema comunitario dell’Iva sull’e-commerce e dall’altra a renderlo più resistente ai fenomeni elusivi. Il pacchetto è stato illustrato ieri dalla Commissione Ue (si veda ItaliaOggi del 30 novembre scorso).

Le proposte arrivano in uno scenario che vede una normativa di riferimento adottata in un’era antecedente al boom di internet, quando le operazioni crossborder verso consumatori finali erano ancora una rarità. Secondo i numeri forniti dall’esecutivo europeo, la complessità e la diversità delle normative Iva dei singoli stati costano oggi alle aziende almeno 8 mila euro annui per ciascun paese in cui esse operano. Non solo: i disallineamenti o i veri e propri vuoti nella legislazione lasciano spazio a errori e alla possibilità di frodi, che sottraggono almeno 5 miliardi di euro all’anno sulle vendite online, destinati a salire a quota 7 miliardi entro il 2020. Da qui la necessità ribadita da Bruxelles di agire tempestivamente.

Sportello unico. Attualmente chi vende online deve effettuare l’iscrizione Iva in tutti gli stati membri in cui i clienti possono acquistare. La proposta annunciata ieri punta alla creazione di uno «one stop shop», già esistente per le vendite di servizi elettronici, che consentirà alle imprese di presentare solo una dichiarazione trimestrale Iva per tutto il territorio Ue. Previsti risparmi sui costi di compliance per circa 2,3 miliardi di euro annui e 7 miliardi di maggior gettito Iva.

Start-up. Sarà introdotta una nuova soglia annuale di 10 mila euro per le vendite online al di sotto della quale le imprese che vendono all’estero potranno continuare ad applicare le norme Iva nazionali. A beneficiare della semplificazione saranno circa 430 mila imprese europee. Una seconda soglia annuale di 100 mila euro sarà prevista per le pmi, con norme semplificate per l’individuazione della sede dei clienti. Applicabilità già dal 2018 per i servizi elettronici ed entro il 2021 per i beni venduti online.

Piccole spedizioni. Stop all’esenzione Iva sui piccoli pacchi importati nell’Ue di valore inferiore a 22 euro. La soppressione avviene per due motivi: primo, con 150 milioni di pacchi importati ogni anno il sistema è suscettibile di frodi (per esempio l’indicazione nella documentazione di viaggio di importi inferiori a quelli effettivi); secondo, le imprese europee si ritrovano ora in una situazione di evidente svantaggio, dovendo applicare l’Iva anche sulle vendite sotto soglia (a differenza dei concorrenti extra-Ue).

Pubblicazioni digitali. Stop alla disparità Iva tra e-book, quotidiani elettronici e i loro equivalenti in formato cartaceo. Previo ok degli stati membri, i governi nazionali potranno allineare le aliquote (ma non saranno obbligati a farlo).

L’iter. Le proposte legislative saranno ora trasmesse al Parlamento europeo per la consultazione e al Consiglio Ue per la successiva adozione.

Valerio Stroppa

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