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Iva speciale sui telefonini verso la proroga

Si va verso la proroga dell’Iva speciale su telefonini, tablet, computer portatili, microprocessori, gas ed energia elettrica, in scadenza alla fine di quest’anno. Il meccanismo dell’inversione contabile, che in deroga alla regola ordinaria prevede l’auto-applicazione dell’imposta da parte del soggetto passivo acquirente, quasi certamente continuerà ad applicarsi anche dopo il 31 dicembre 2018. La Commissione europea è infatti determinata a presentare una proposta in tal senso nella seconda metà del 2018. La proroga delle disposizioni dell’articolo 199-bis della direttiva Iva, avanzata dalla Commissione con il documento COM 118 dell’8 marzo scorso, secondo Bruxelles è necessaria per prevenire un aumento delle frodi nei settori interessati, una perdita di gettito erariale e una minore equità fiscale, e dovrebbe coprire tutto il periodo mancante all’entrata in vigore del regime Iva definitivo sugli scambi intraunionali, peraltro ancora in fase di concepimento (si veda la proposta di direttiva COM 569 presentata dalla Commissione il 4 ottobre 2017). L’organo esecutivo dell’Ue suggerisce di prorogare anche le disposizioni dell’art. 199-ter della direttiva, che contemplano una procedura semplificata per il rilascio agli stati membri dell’autorizzazione a introdurre il sistema dell’inversione contabile sulle operazioni interessate da fenomeni di «frode improvvisa e massiccia che potrebbero condurre a perdite finanziarie gravi e irreparabili».

Si tratta del cosiddetto QRM, meccanismo di reazione rapida, introdotto con la direttiva 2013/43 del 22 luglio 2013, il quale però si è rivelato finora inutile, poiché – come si legge nella relazione della Commissione che accompagna la proposta di proroga – non è stato azionato da alcuno stato membro. Il QRM, scrive infatti la Commissione, «non è mai stato applicato poiché per gli stati membri è difficile soddisfare le relative condizioni» (uno stato membro ha osservato che le condizioni di frode «improvvisa» e «massiccia» si escludono a vicenda, giacché se una frode si verifica improvvisamente è difficile dimostrare che sia massiccia, mentre se si può dimostrare che è massiccia non è possibile soddisfare il criterio del carattere improvviso). Se le cose stanno in questi termini, non si comprende il passaggio della relazione in cui si afferma che le opzioni previste dall’articolo 199-ter sono state molto utili per gli stati membri come misure temporanee ad hoc.

Tornando alle disposizioni dell’articolo 199-bis, che consentono in via generale e senza specifiche autorizzazioni agli stati membri di assoggettare temporaneamente al regime dell’inversione contabile le operazioni ivi elencate, l’Italia se ne è avvalsa relativamente alle operazioni indicate all’art. 17, sesto comma, lettere b), c), d-bis), d-ter) e d-quater), del dpr n. 633/72, descritte nella tabella, sottoposte al meccanismo speciale fino al 31 dicembre 2018, come espressamente prevede l’ottavo comma dell’art. 17 citato.

La proposta della Commissione, come si diceva, prefigura dunque la possibilità di una proroga, che comunque non discenderebbe automaticamente dall’adozione della direttiva, ma dovrebbe passare attraverso una norma nazionale di recepimento.

Franco Ricca

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