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Iva, rispunta l’opzione benzina

Rispunta l’aumento delle accise sui carburanti. È questa la copertura che potrebbe essere messa sul tavolo dal ministero dell’Economia per garantire il miliardo necessario per il prolungamento a fine anno della sterilizzazione dell’Iva. Che, al momento, resta tutt’altro che scontata. La partita sull’Iva andrà anvanti fino al Consiglio dei ministri di venerdì. Il ministro Fabrizio Saccomanni non si oppone alla valutazione di ipotesi d’intervento per bloccare per altri tre mesi il balzello fiscale sui consumi ma è determinato a far rispettare il tetto del 3% del rapporto deficit-Pil concordato con la Ue.
In ogni caso, anche nell’eventualità in cui l’opzione-benzina passasse con l’ok della “strana maggioranza”, l’Iva aumenterebbe dal 2014 seppure con una diversa calibratura del “paniere” tra le aliquote per effetto della mini-riforma che sarà inserita nella prossima legge di stabilità. Che sarebbe stata al centro anche dei colloqui avuti ieri dal capo dello Stato prima con il segretario del Pdl (e vicepremier), Angelino Alfano, e poi con il leader del Pd, Guglielmo Epifani.
A questo punto per conoscere l’esito della partita sull’Iva occorrerà attendere il Consiglio dei ministri di venerdì in cui sarà sicuramente esaminata la correzione dei conti pubblici per 1,6 miliardi necessaria per rientrare sotto il “tetto del 3%”.
Due le ipotesi d’intervento per realizzare la “manutenzione di bilancio”: un decreto legge con un mix d’interventi di copertura (tagli semi-lineari alla spesa e ricollocazione di alcune poste di bilancio) o un provvedimento di tipo amministrativo (un decreto del ministero dell’Economia) con un’operazione di tipo più strettamente contabile. Un provvedimento, quest’ultimo, che non dovrebbe essere varato direttamente dal Consiglio dei ministri. Che sarà comunque chiamato a dare il via al decreto per il rifinanziamento delle missioni internazionali di pace (3-400 milioni). E non è escluso che possa anche essere dato l’ok a un rifinanziamento per gli ultimi mesi del 2013 della Cig in deroga per 3-400 milioni. Su questo dossier sarebbero comunque in corso approfondimenti da parte dei ministeri dell’Economia e del Lavoro.
Nel caso in cui venisse prolungato a fine anno lo stop dell’aumento dell’Iva il pacchetto all’esame del Consiglio dei ministri ammonterebbe a 3 miliardi, e salirebbe a quasi 3,5 miliardi con un via libera anche al rifinanziamento della Cig in deroga. Il tutto sarà possibile solo nel caso di coperture certe e identificabili. E, con tutta probabilità, rimandando a novembre la decisione sulla cancellazione della seconda rata Imu per la quale sembra avanzare l’ipotesi di un intervento selettivo che estenda, sulla base della rendita catastale, la platea delle abitazioni principali di lusso su cui mantenere l’imposta.
Per Saccomanni, così come per il premier Enrico Letta, la priorità resta infatti riportare subito l’asticella del rapporto deficit Pil sotto quota 3 per cento. E il ministro lo ha ribadito ieri con forza intervenendo al Consiglio direttivo di Assonime dal quale ha raccolto «pieno sostegno».

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