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Iva, rinvio di tre mesi. Accordo dopo le liti


ROMA — Alla vigilia del consiglio dei ministri che stamattina dovrebbe varare un primo pacchetto occupazione e congelare l’Iva per tre mesi, fino al 1° ottobre, riservandosi la seconda sterilizzazione in autunno con la legge di Stabilità, ieri la maggioranza pareva ai ferri corti, poi nel vertice tra Letta e Berlusconi che si è concluso nella notte è stata trovata un’intesa. Per l’Iva ci sarà un rinvio a settembre ma con la possibilità, appunto, di un ulteriore rinvio a dicembre in sede di conversione.
È soprattutto la questione delle tasse a dividere Pd e Pdl, mentre la sentenza su Berlusconi fa crescere la tensione. La ratifica ufficiale della decisione del governo del rinvio dell’Iva è giunta ieri mattina, in una intervista a Repubblica.it, da parte del ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio: «Si farà al 99,9 per cento». Conferme anche dal sottosegretario al Tesoro Baretta: «Tre mesi, il resto nella legge di Stabilità». Mentre il ministro dell’Economia Saccomanni resta cauto: «Esamineremo tutte le proposte», si è limitato a dire interpellato dai cronisti a Montecitorio.
Sono bastate le parole degli esponenti Pd del governo per scatenare la levata di scudi del Pdl che vorrebbe almeno una sospensione per sei mesi dal costo di due miliardi, invece che uno: il capogruppo alla Camera Renato Brunetta ha definito il rinvio «una presa in giro». «Se Saccomanni insiste con il dire tre mesi, noi non ci stiamo e la maggioranza non c’è più», ha minacciato ed ha aggiunto: «Se è vero che le risorse verrebbero trovate con un aumento dell’acconto Irpef, che pesa soprattutto sugli autonomi, noi diciamo no». Raddoppio del tiro dal presidente della Commissione Finanze Capezzone: «Aspirine e tisane non bastano».
Con questo clima, mentre il pacchetto lavoro dovrebbe passare un primo esame con il via libera alla decontribuzione per l’assunzione dei giovani (sarebbero stati trovati 2-300 milioni freschi) e ad un testo «aperto» sulla flessibilità, è caccia alle coperture: si va da interventi chirurgici su vari fondi, tassazione delle sigarette elettroniche, aumenti di accise sui carburanti. La partita sarebbe comunque rinviata ad ottobre quando con legge di Stabilità si potrebbe tentare la strada di un ulteriore sospensione e di una rimodulazione del paniere Iva per cercare di disinnescare la portata inflazionistica dell’aumento che scatterebbe dal 2014.
Ieri Letta ha fatto appello alle forze politiche e al Paese. «Dobbiamo essere realisti e pragmatici», ha detto, ma sul percorso, ha aggiunto, «sono ottimista». Con una metafora ciclistica ha illustrato le tre tappe cruciali dei prossimi 18 mesi, dopo l’uscita dalla procedura di deficit eccessivo tra domani e venerdì. «Oggi c’è il gran pieno della montagna, a fine anno il falso piano e nel 2014 la discesa». Letta ha anche puntato l’indice contro l’evasione fiscale: ha definito «scandalosa» la quantità di denaro «fuori dai confini ed esentasse» e ha stigmatizzato i super stipendi dei manager pubblici che guadagnano «multipli insopportabili» dei loro dipendenti.

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