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Iva, regime forfetario standard

Il regime di franchigia Iva si allinea alle regole Ue: nell’ultima edizione, rappresentata dal regime forfetario introdotto dalla legge n. 190/2014, sono state infatti rimosse talune incongruenze nella disciplina dei rapporti con l’estero, prevedendo in particolare la non tassabilità degli acquisti intracomunitari fino a 10.000 euro annui e l’applicazione, agli scambi di servizi, delle regole comuni in materia di territorialità. Vediamo più in dettaglio il trattamento Iva delle operazioni con l’estero poste in essere dalle persone fisiche che si avvalgono del nuovo regime forfetario disciplinato dall’art. 1, commi 54 e seguenti, della legge n. 190/2014.

Scambi intracomunitari di beni. Alle cessioni effettuate dai contribuenti in regime forfetario (come a quelle effettuate dai contribuenti minimi) si applica l’art. 41, comma 2-bis, del dl n. 331/93. Questa disposizione stabilisce, in via generale, che non costituiscono cessioni intracomunitarie le cessioni verso paesi Ue poste in essere dai soggetti che applicano, agli effetti dell’Iva, il regime di franchigia. In tal caso, le cessioni costituiscono normali operazioni interne, non soggette a adempimenti Intrastat, sulle quali l’imposta non è comunque dovuta per effetto del regime speciale. Per quanto riguarda gli acquisti, il comma 58 dell’art. 1 stabilisce che i contribuenti in regime forfetario applicano le disposizioni dell’art. 38, quinto comma, lett. a), del dl n. 331/93. Questo significa che gli acquisti intracomunitari sono tassabili in Italia al superamento della soglia di 10.000 euro annui (oppure sotto soglia su opzione del contribuente); diversamente, sono tassati nel paese Ue del fornitore. Per gli acquisti tassabili, il contribuente deve integrare la fattura del fornitore con l’applicazione dell’Iva e versare l’imposta stessa entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Anche se non espressamente previsto dalla legge n. 190/2014, è da ritenere sussistente l’obbligo di presentare il modello Intrastat. Nel regime dei contribuenti minimi era invece prevista la tassazione tout court degli acquisti intracomunitari, il che non era in linea con la normativa comunitaria (si veda ItaliaOggi del 10 gennaio 2008).

Scambi di servizi con l’estero. In ordine al trattamento applicabile alle prestazioni di servizi scambiate con soggetti esteri, né la normativa generale, sia comunitaria che nazionale, né quella sul regime dei minimi (legge n. 244/2007 e successive integrazioni), prevedono nulla. Nel silenzio della legge, con la circolare n. 36 del 21 giugno 2010 l’Agenzia delle entrate ha ritenuto di applicare, per analogia, le stesse regole previste per gli scambi intracomunitari di beni, chiarendo quindi che le prestazioni generiche rese dal contribuente minimo italiano a soggetti passivi esteri (comunitari e non), nonché le medesime prestazioni acquisite da committenti nazionali presso operatori comunitari che si avvalgono del regime delle piccole imprese, si configurano come operazioni soggette a tassazione nel paese di origine. La lacuna normativa è stata colmata dal comma 58 dell’art. 1 della legge n. 190/2014, il quale, in sintonia con il principio comunitario di tassazione a destinazione degli scambi di servizi «b2b», stabilisce che i contribuenti in regime forfetario applicano alle prestazioni di servizi rese o ricevute da soggetti esteri le disposizioni comuni in materia di territorialità delle prestazioni, contenute negli articoli 7-ter e seguenti del dpr n. 633/72. Di conseguenza, per esempio, per quanto riguarda i servizi generici «b2b», il contribuente in regime forfetario:

– quando riceve servizi dal fornitore di un altro paese Ue, dovrà integrare la fattura e versare la relativa imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione; è da ritenere che occorra presentare il modello Intrastat;

– quando riceve servizi dal fornitore extraUe dovrà emettere l’autofattura e versare la relativa imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;

– quando presta servizi a soggetti esteri emetterà fattura non soggetta art. 7-ter (e presenterà il modello Intrastat se il cliente è comunitario).

I servizi generici «b2c», invece, sono normali operazioni interne senza rivalsa.

Importazioni ed esportazioni. Riguardo, infine, agli scambi di beni con paesi extraUe, i contribuenti in regime forfetario applicano la disciplina comune del dpr n. 633/72, salva la preclusione di avvalersi della facoltà di acquistare in sospensione d’imposta (in quanto non hanno diritto alla detrazione). A differenza del regime dei minimi, l’effettuazione di cessioni all’esportazione non è causa di inapplicabilità del regime speciale.

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