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Iva in Portogallo, criptovalute fuori

Portogallo, criptovalute esentasse. L’agenzia delle entrate portoghese ha chiarito che sia il commercio di criptovalute sia i pagamenti in cripto non vengono tassati nel paese. Secondo un interpello pubblicato il 26 agosto, l’autorità fiscale afferma che lo scambio di criptovalute per denaro è esente da Iva, così come chi utilizza le criptovalute non deve pagare alcuna imposta sul reddito.L’autorità fiscale portoghese ha citato una sentenza del 2015 della Corte di giustizia europea in merito al caso del portale svedese Bitcoin.se.

Come riferito all’epoca, la corte Ue aveva dichiarato che il Bitcoin è un mezzo di pagamento e che lo scambio dovrebbe quindi essere esente dagli obblighi Iva.

La conferma fa seguito ad una precedente decisione dell’agenzia delle entrate del Portogallo.

Un documento pubblicato dall’agenzia nel 2016 affermava già che i redditi derivanti dalla vendita di criptovalute in Portogallo non sono soggetti all’imposta sul reddito.

All’inizio del 2013, la banca centrale del Portogallo, il Banco de Portugal, ha espresso preoccupazione per il riconoscimento del Bitcoin da parte della Bce come «fenomeno di innovazione nei modelli di valuta virtuale», sostenendo che il Bitcoin non può essere considerato una valuta sicura in quanto emesso da entità non regolamentate.

Matteo Rizzi

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