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Iva per cassa, acconto leggero

Acconto più “leggero” per chi opta per l’Iva per cassa: l’adesione, già nel corso del periodo d’imposta 2012 (dal 1° dicembre), al nuovo regime di cui all’articolo 32-bis del Dl 83/2012, non prevede esoneri dal versamento dell’acconto di dicembre, come già avveniva in passato per il previgente regime di cui all’articolo 7 del Dl 185/2008. Ricordiamo, infatti, che l’attuale regime del cash accounting ha avuto un precedente – per certi versi analogo – con l’introduzione, dal 2009, del l’opzione per il differimento dell’esigibilità dell’Iva da parte dei soggetti che operavano nell’esercizio di impresa, arte o professione, a condizione che l’operazione fosse effettuata nei confronti di altri soggetti Iva e che, nell’anno solare precedente (o in quello in corso, in caso d’inizio attività), si fosse realizzato un volume d’affari non superiore a 200.000 Euro (limite portato a 2 milioni nel nuovo sistema). Nonostante l’assenza di esoneri dal pagamento dell’acconto, tuttavia, l’adesione alla contabilità di cassa potrebbe ridurre in maniera rilevante l’acconto in scadenza al 27 dicembre (o addirittura sottrarre l’operatore all’obbligo di pagare). È l’effetto che deriva, in conformità alle regole del nuovo regime, dal fatto che, nell’Iva per cassa, occorre tener conto del differimento dell’esigibilità dell’imposta sulle operazioni attive, seppur bilanciato dallo speculare rinvio della detrazione sugli acquisti.
In particolare, chi è entrato in contabilità per cassa dal 1° dicembre e, in sede di pagamento dell’acconto, decide di optare per il metodo analitico o della “preliquidazione” di cui all’articolo 6, comma 3-bis, della legge 405/90, può determinare l’ammontare dovuto alla scadenza del 27, in base alle operazioni attive registrate, o effettuate ma non ancora fatturate, nel periodo dal 1° al 20 dicembre 2012, al netto dell’imposta a credito relativa alle operazioni registrate nello stesso periodo, ma senza conteggiare le operazioni attive e passive effettuate ed il cui incasso o pagamento avverrà dopo il 20 dicembre 2012.
In buona sostanza, l’adesione al regime di cassa e la contestuale scelta del metodo «con liquidazione al 20 dicembre» consente di congelare il versamento dell’acconto all’imposta effettivamente incassata al netto di quella pagata nel periodo, ancorando il calcolo ad un dato certo ed incontrovertibile. Un effetto simile potrebbe essere conseguito anche ricorrendo al metodo “previsionale”. Quest’ultimo, tuttavia, presenta un inconveniente. Basandosi sulla stima dell’imposta che, in base alle regole dell’Iva per cassa, risulterà dovuta con riferimento all’intero periodo, esso presuppone che il contribuente sappia con certezza quali fatture attive saranno incassate in tutto il mese e quanti fornitori saranno pagati. L’incasso (che non si pensava di ricevere) di una fattura, pertanto, rischia di aumentare il debito complessivo e di rendere insufficiente l’acconto determinato che, con il metodo previsionale, resta fissato all’88% del debito Iva del periodo. La stessa percentuale, si rammenta, serve a determinare l’acconto da pagare per chi segue il metodo “storico”, fondato sul versamento dell’88% del versamento eseguito o che avrebbe dovuto essere eseguito per il corrispondente periodo del 2011.
Poiché i contribuenti hanno facoltà di scegliere quale approccio seguire fra quelli consentiti (metodo storico, previsionale o analitico) e visto che se, per effetto dell’applicazione di uno di essi, non risultasse dovuto alcun acconto, il contribuente non è tenuto al versamento, è senz’altro opportuno valutare i flussi finanziari del mese di dicembre (per i contribuenti mensili), così da comprendere se la liquidazione dell’acconto con il metodo analitico, unita all’adesione al regime dell’Iva per cassa, possa rappresentare l’opportunità di azzerare, o quanto meno ridurre, l’acconto in scadenza al 27 dicembre.
Quale che sia il metodo prescelto, l’acconto versato, da scomputare in sede di liquidazione dell’Iva dovuta per il mese di dicembre 2012 (da pagare entro il 16 gennaio 2013, per i contribuenti mensili) oppure per l’ultimo trimestre, può essere compensato con altri crediti d’imposta e contributi spettanti (ma non può essere rateizzato), sempre che non vi siano debiti erariali iscritti a ruolo, scaduti e non pagati per oltre 1.500 euro. Il versamento sarà effettuato utilizzando il modello F24 ed il codice tributo 6013, per i contribuenti con liquidazione mensile, ed il relativo importo andrà esposto nel quadro VH (rigo VH13) della dichiarazione Iva con l’indicazione del metodo di calcolo prescelto.

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