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Iva, opzione Irpef per le risorse

Una sorta di “tre più tre”. Il dossier Iva arriva questa mattina sul tavolo del Consiglio dei ministri in versione ancora “aperta” per il nodo-risorse dopo l’intesa di massima raggiunta ieri sera tra il premier Enrico Letta e Silvio Berlusconi sullo slittamento dell’aumento. Con un’ultima ipotesi d’intervento che prevede un rinvio sicuro di tre mesi, con una copertura certa probabilmente ancorata a un intervento sull’Irpef, accompagnato dall’impegno a prolungare lo slittamento a fine anno (di altri tre mesi) in vista dello stop definitivo da sancire, a decorrere dal 2014, con la prossima legge di stabilità. Uno stop posticipato che sarebbe collegato a una redistribuzione delle attuali aliquote Iva.
Ma questo dispositivo, congegnato prima dell’incontro tra Letta e Berlusconi, potrebbe essere rimesso in discussione senza un accordo pieno sulle coperture. Con conseguente supplemento di “istruttoria” del dossier e via libera allo stop del balzello Iva, attualmente in calendario il 1° luglio, rimandato a venerdì sera o a sabato mattina. Anche se dopo il faccia a faccia di ieri sera a Palazzo Chigi un disco verde oggi appare molto probabile.
La partita sull’Iva, insomma, non è ancora chiusa. Ieri il Pdl è apparso tutt’altro che favorevole all’ipotesi di un solo mini-rinvio di tre mesi da inserire, secondo la strategia abbozzata da Palazzo Chigi e dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, nel decreto sul pacchetto occupazione che sarà varato oggi. A confermare in mattinata «al 99,9%» il mini-rinvio di 3 mesi è stato il ministro Graziano Delrio a “Repubblica tv”. Immediato il fuoco di sbarramento del Pdl. «I governi stanno in piedi se governano. Se Saccomanni sospende l’aumento dell’Iva per soli tre mesi è una presa in giro, noi non ci stiamo», ha fatto sapere Renato Brunetta, rilanciando la richiesta di uno stop all’Iva «fino alla fine dell’anno». Forse anche per tentare di calmare le acque Letta nel pomeriggio al Senato ha dato l’ok alla risoluzione Calderoli con cui si chiede di «verificare in sede europea la compatibilità di un intervento di urgenza per la sospensione dell’aumento dell’Iva da adottarsi prima dell’1 luglio 2013».
Quanto all’eventuale slittamento di sei mesi dell’aumento Iva, lo scoglio resta quello delle risorse da trovare: quasi 2 miliardi. Una dote difficile da recuperare, come ha più volte lasciato intendere Saccomanni nei giorni scorsi. Di qui l’idea di far scattare intanto un mini-rinvio di 3 mesi, più facile da coprire subito (poco meno di 1 miliardo), rimandando il resto dell’operazione alla legge di stabilità da varare in autunno. «È sì necessario intervenire nell’immediato per far fronte all’emergenza ma occorre individuare nella legge di stabilità il momento decisionale per le scelte definitive», afferma il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta.
Un percorso all’insegna del «3 più 3» con significative novità sulla composizione della copertura. Che potrebbe essere ancorata a un intervento sull’Irpef. A ventilare un’ipotesi del genere è Brunetta nel pomeriggio: «Corre voce, ma speriamo non sia vero, che la copertura sia stata individuata nell’aumento dell’acconto Irpef di fine anno, che grava soprattutto sui lavoratori autonomi». In questo caso a salire non sarebbe solo l’acconto Irpef ma anche quelli Ires e Irap. Sul tavolo ci sarebbero però anche ipotesi alternative che prevederebbero un intervento Irpef di altro tipo (più diretto). Nel menù stilato dai tecnici dell’Economia restano anche l’aumento delle accise su alcolici e sigarette (anche elettroniche) e l’utilizzo di poste di bilancio dei ministeri “dormienti” destinate a investimenti infrastrutturali.

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